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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Libera professionista ed ex ricercatrice: "Da un anno ho il Reddito di cittadinanza, farò un lavoro utile in Procura"

A raccontare la sua storia è Francesca (nome di fantasia) che fa parte dei cosiddetti Puc, impiegati in lavori di pubblica utilità dagli autobus Amtab al servizio negli uffici giudiziari: "Ricevo 480 euro al mese"

“Sono contenta perché rappresenta il ritorno all’attività, se pur parziale, e mi permette di restituire in parte alla società ciò che sto ricevendo”. Francesca, nome di fantasia perché vuole rimanere anonima, ha un trascorso come ricercatrice scientifica all’Università. Negli ultimi anni si è dedicata alla libera professione ma con la crisi dettata dalla pandemia Covid ha dovuto ricorrere anche ai sussidi. È una delle quarantadue persone che ricevono il Reddito di cittadinanza e adericono l Progetto di utilità collettiva (Puc) impegnate in lavori di pubblica utilità attraverso il Comune di Bari in procura. Altri 22 lo sono sui bus Amtab, per verificare il rispetto delle misure antiCovid. Altri, come la 50enne pronta a vivere la sua nuova esperienza, seguita dal Comune attraverso l'assessorato all'Innovazione e ai Servizi civici di cui ha delega Eugeno Di Sciascio.

“Inizierò da lunedì 15 – racconta – e per ora posso solo dire che la collaborazione con gli uffici comunali è stata più che positiva, ho trovato personale efficiente e gentile. Lavorerò otto ore a settimana, suddivise in due mattine, nella sede della procura di Poggiofranco. Sarò impiegata in immissioni di dati nei sistemi informatici, catalogazioni e altre funzioni di supporto amministrativo. Credo che sarà una bella avventura”. Negli uffici comunali le hanno spiegato come avverrà il lavoro, sarà poi l’affiancamento con l’equipe che la seguirà a fornirle i dettagli operativi utili al percorso che svolgerà in sei mesi. Francesca percepisce 480 euro utili a far quadrare, se pur a fatica, i conti del mese, aggravati dalla crisi scatenata dal Covid.

“Il settore in cui lavoro principalmente per una scelta di vita – racconta ancora - è tra quelli che ha subito le conseguenze più gravi della pandemia e delle restrizioni Covid. Il supporto dello Stato in questo anno e mezzo è stato per questo fondamentale per poter tirare avanti, in attesa di poter riprendere la mia attività di libero professionista”.  Un’attività scelta dopo aver lasciato la carriera scientifica che l’aveva portata anche al dottorato di ricerca in anatomia patologica. “Fu una mia decisione – aggiunge – perché sentivo di dover seguire altre strade che spero possano riprendere a breve nonostante le difficoltà che si vedono all’orizzonte. Il Reddito di cittadinanza per questo è risultato un aiuto fondamentale che da persona single, se pur poco, può bastare. Sono comunque contenta di poter fare qualcosa che possa essere utile alla collettività”.

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