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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Bari ricorda Giovanni Palatucci, il Questore di Fiume che salvò migliaia di ebrei: "Scelse di stare dalla parte dell'umanità"

A seguito dell’emanazione delle leggi razziali antisemite, si schierò in favore dei cittadini ebrei. Arrestato dalla Gestapo il 13 settembre 1944, fu condannato a morte e deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni

Anche la città di Bari ricorda Giovanni Palatucci, ex Questore di Fiume, Medaglia d’oro al merito civile riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” nell’anniversario della sua morte. Questa mattina una cerimonia si è tenuta presso il giardino Isabella D’Aragona, presso la targa che lo ricorda.

Nato a Montella, in provincia di Avellino, nel 1909, Palatucci conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Torino e, nel 1936, giurò come volontario Vice Commissario di Pubblica Sicurezza. Nel 1937 venne trasferito alla Questura di Fiume come responsabile dell'Ufficio Stranieri e, successivamente, divenne Commissario e Questore reggente. In quel contesto, riuscì a salvare oltre 5000 ebrei dai campi di sterminio.

Nel corso di una breve cerimonia svoltasi dinanzi all’albero a lui intitolato, alla presenza del Prefetto, del Questore e del Vice Sindaco di Bari, settanta piccoli alunni della Scuola Primaria “Niccolo’ Piccinni” hanno mostrato i loro lavori sulla figura di Palatucci e sulla Shoa, intonando anche un canto dal titolo “Mani” che inneggia alla fratellanza ed al rispetto delle differenze.

Nel suo intervento il Questore di Bari, Giuseppe Bisogno, ha ripercorso le tappe principali della vita di Palatucci sottolineando come, a seguito dell’emanazione delle leggi razziali antisemite, Egli si schierò immediatamente in favore dei cittadini ebrei. Arrestato dalla Gestapo il 13 settembre 1944, fu condannato a morte e deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni. Giovanni Palatucci, definito dai cittadini ebrei giusto tra i giusti, con la sua bontà, il coraggio e l’abnegazione ha onorato la Polizia italiana.

“Oggi siamo qui per ricordare Giovanni Palatucci, questore di Fiume durante la seconda guerra mondiale, eroe e martire - ha detto il vicesindaco Di Sciascio -. Nonostante fosse un uomo delle istituzioni, le stesse che in quel frangente storico non si distinsero affatto per rispetto dei diritti umani, scelse infatti con chiarezza da che parte stare: dalla parte dell’umanità. Dalla parte di donne, uomini e bambini innocenti, vittime di un furore senza eguali, che non verrà mai condannato abbastanza dalla storia. In un clima generale di terrore e violenza, Giovanni Palatucci decise di aiutare migliaia di persone disperate e abbandonate a un destino terribile che, grazie al suo coraggio, sfuggirono a una morte certa e poterono cambiare il proprio destino. Oggi, grazie al signor questore che ha organizzato questo momento celebrativo, la città di Bari rende omaggio a quest’uomo, medaglia d’oro al merito civile, che ha sfidato la ferocia dei nazisti. Lo facciamo, insieme, nell’anniversario della sua morte avvenuta a Dachau il 10 febbraio del 1945. Ma oggi è anche la giornata del ricordo, in cui la nostra Repubblica onora il ricordo dei martiri delle foibe al fine di conservare e rinnovare la memoria di quella tragedia. La lunga scia di sangue e violenza che ha attraversato l’Europa e il nostro Paese nella prima metà del secolo scorso rappresenta la pagina più brutta e vergognosa della storia dell’umanità. Dall’olocausto alle foibe, senza alcuna distinzione o giustificazione. Davanti alla morte, davanti al sacrificio umano, davanti alla follia di uomini che uccidono uomini, non ci sono colori, ideologie e né eventi da riabilitare, a destra come a sinistra. Ricordare il sacrificio estremo del questore Palatucci o le vittime delle foibe non deve rappresentare un mero esercizio retorico ma un impegno quotidiano affinché ciò che è accaduto in passato non accada mai più e possa essere monito per il presente e per le future generazioni”.

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