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Zaini davanti al portone chiuso e girotondo attorno all'edificio: i cittadini difendono la scuola Del Prete

Il comitato dei genitori ha manifestato in questo modo coi loro bambini il  dissenso contro la chiusura dello storico istituto di Carrassi, a Bari. Lo ha fatto simbolicamente il primo giorno di lezione

Gli zainetti appoggiati al portone d’ingresso chiuso. Il girotondo attorno alla scuola con i bambini della seconda classe in fila indiana prima della consegna all’ufficio del sindaco delle 1.500 firme raccolte. Il comitato dei genitori in difesa della scuola Carlo Del Prete ha manifestato in questo modo coi loro bambini il  dissenso contro la chiusura dello storico istituto di Carrassi, a Bari. Lo ha fatto simbolicamente il primo giorno di lezione. Il comitato si batte contro l’intenzione di destinare l’edificio di corso Benedetto Croce agli uffici del Municipio II. Dopo anni di disincentivazione delle iscrizioni in favore della Edmondo De Amicis, altra scuola dello stesso circolo, le ultime tre classi (seconda, quarta e quinta) che fino allo scorso giugno qui sono state trasferite nell’atra scuola, lasciando solo le due sezioni dell’Infanzia.

“Un’intera classe oggi non è entrata – racconta Tonia Guerra del comitato ed ex insegnante della stessa scuola – così siamo passati a chiedere un nuovo confronto col sindaco e l’assessora comunale all’Istruzione Paola Romano. Il Comune aveva proposto una mediazione, lasciando al municipio un solo piano, ma il dirigente scolastico, ci ha riferito Romano, non ha neanche risposto alla proposta e ha continuato con il progetto di svuotamento della scuola. Quell’edificio, per noi, deve rimanere dedicato in ogni modo ai bambini del quartiere, soprattutto in un periodo come questo dove si è in cerca di spazi a causa della pandemia”.

Alla manifestazione hanno partecipato anche Priorità alla Scuola e La Scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia, che ha scelto la vertenza della Del Prete come sede della propria mobilitazione di carattere nazionale contro le classi pollaio e per garantire la scuola in presenza. Mobilitazione che il pomeriggio di lunedì 20 settembre si è spostata davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale. “L’obiettivo – spiega ancora Guerra – nostro, nello specifico, è riuscire a ottenere un incontro come direttore. Gli abbiamo presentato il mese scorso un esposto con un dossier su  ciò che sta accadendo ed è accaduto in questi anni attorno alla Carlo Del Prete. Speriamo  di avere delle risposte”.

Cobas, FuoriMercato, Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Uds, Rifondazione comunista e Potere al popolo, si mobilitano comunque su temi generali: “Non accettiamo –scrivono - un altro anno a singhiozzo, vogliamo garanzie di presenza e continuità in tutta Italia e in tutte le scuole di ogni ordine e grado, non vogliamo rivedere lo scempio di Regioni e Comuni che tengono chiuse le nostre scuole secondo il proprio variabile arbitrio e vogliamo l’abrogazione della norma che consente la formazione di classi-pollaio”.

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