La "sfida" del Bifest d'agosto tra pandemia covid e nuovi spazi: "In piazza Libertà Benigni e tante anteprime internazionali"

Niente teatro Petruzzelli e palcoscenico principale nell'arena ricavata davanti al Comune dove è stato collocato un grande palco con schermo che ospiterà anche le premiazioni, di fronte a una platea di oltre 1400 poltrone di cui 715 utilizzabili con distanziamento 

Una vera e propria "sfida" organizzativa e artistica imposta dalla pandemia, già riuscita se non altro per aver ottenuto il primo risultato, ovvero la partenza: il Bifest 2020, primo e speriamo ultimo dell'era covid, ha trovato una nuova collocazione in agosto, dopo il rinvio da marzo. Da domani a domenica 30 Bari ospiterà l'undicesima edizione della rassegna cinematografica, (dedicata informalmente dall'assessore cittadino alle Culture Ines Pierucci alla compianta Mariolina De Fano, scomparsa pochi giorni fa), seppur in un formato ridotto e inedito per luoghi e organizzazione. Niente teatro Petruzzelli e palcoscenico principale nell'arena ricavata in piazza Libertà dove è stato collocato un grande palco con schermo che ospiterà anteprime internazionali e premiazioni, di fronte a una platea di oltre 1400 poltrone di cui 715 utilizzabili con distanziamento. 

E poi teatro Piccinni con 232 posti utilizzabili e altri 150 al Castello Svevo a cui si aggiungono quelli, sempre distanziati, di una sala del Multicinema Galleria, e il passeggio all'interno del teatro Margherita per una mostra dedicata a Monicelli. Un festival decisamente diverso dal passato ma non senza elementi di interesse e prestigio: su tutti la presenza di Roberto Benigni sabato 29, ma anche Matteo Garrone, Pupi Avati e Marco Bellocchio. Per tanti altri, "fortunatamente impegnati in set visto che è ripresa l'attività produttiva dopo il lockdown" spiega il direttore del Bifest Felice Laudadio nella conferenza stampa di presentazione al'interno di un caldissimo Margherita, ci saranno videomessaggi e ringraziamenti per i premi assegnati, ovvero i Fellini Excellence Awards e i riconoscimenti per le rassegne Italia Film fest e Panorama Internazionale, confermate anche per quest'anno. Il primo successo, dunque, è proprio la conferma di una rassegna che, a differenza di altre (vedi anche Cannes) ha provato ad adattarsi ai tempi della pandemia: "Sarà un Bifest di battaglia. Siamo sicuri della qualità dei film che presentiamo con anteprime mondiali. E' stato un lavoro terribile per il poco tempo a disposizione e le problematiche da risolvere di volta in volta. Avevamo anche pensato di organizzarlo in Fiera ma non vi erano le condizioni tecniche e poi è un festival della città, quindi va bene anche così".

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Gli accessi al festival saranno con abbonamenti e biglietti: all'ingresso dei luoghi sarà misurata la temperatura e vi saranno cartelli. Non ci sarà l'obbligo, all'aperto, di indossare le mascherine, indispensabili però per l'accesso. L'organizzazione, in ogni caso, consiglia di mantenerle anche durante le proiezioni. A vigilare, con discrezione, vi saranno hostess e steward, disposti in proporzione tra il pubblico. Anche i servizi igienici sono stati allestiti in modo da evitare assembramenti e saranno disponibili anche due ambulanze in caso di assistenza: "Piuttosto che rinunciarvi - apiega Angelo Ceglie, direttore organizzativo Bifest - o mettere su forme online non adeguate, abbiamo deciso di provarci e ci auguriamo di diventare un modello organizzativo per questo tipo di eventi. Non riteniamo sia corretto chiuderci in un lockdown economico, emotivo e culturale". Chissà, poi, che agosto non diventi una consuetudine dopo un'edizione sperimentale: "Con Ines (Pierucci, ndr) - dice Laudadio - scherzavamo dicendo di ripeterlo se andrà bene". Dalla necessità covid a un nuovo spazio nel calendario e nell'estate barese: ne sapremo di più il 30 alla fine di un Festival che lo stesso Laudadio ritiene "inestirpabile" dal patrimonio culturale di una città come Bari e dell'intera Puglia. 

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