Stop a palestre, cinema, teatri e piscine, ristoranti chiusi alle 18: il nuovo dpcm in arrivo già in serata?

Sono alcuni dei provvedimenti che potrebbero essere annunciati dal premier Conte per arginare l'ondata Covid in Italia. Nella bozza che circola si notano misure più stringenti per i commercianti

Una nuova stretta anti Covid potrebbe essere approvata dal Governo già in serata, con regole ancora più stringenti per attività commerciali, palestre, piscine e ristoranti. Sono le anticipazioni della bozza del nuovo decreto, che l'esecutivo sta limando in queste ore per evitare una diffusione ancora maggiore del virus, che viaggia sui 19mila nuovi casi al giorno (in Puglia oggi il record di 631 contagi).

I nuovi blocchi previsti

Tra le possibili misure che verrebbero approvate, c'è una stretta maggiore per il settore ristorazione: ristoranti, bar, locali potrebbero essere chiusi alle 18 o alle 20 massimo e per tutta la giornata di domenica. Si discute anche sulla possibilità di chiudere i centri commerciali nel week-end. Il nuovo stop potrebbe riguardare anche palestre e cinema, già fortemente limitate dall'ultimo dpcm, oltre allo spettacolo dal vivo. Un provvedimento che andrebbe quindi a danneggiare cinema e teatri, anche per eventi all'aperto.

Rimangono chiuse le discoteche, ma potrebbero essere sospese anche le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Forti limitazioni anche per parchi tematici e di divertimento: nella bozza del decreto che circola, sarebbe consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, solo con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Le raccomandazioni nella bozza

Oltre agli obblighi, previste anche raccomandazioni, soprattutto relative agli spostamenti. "È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune", riporta la bozza del Dpcm. E nel corso dell'incontro si è parlato anche del possibile ripristino del divieto di spostamento tra le Regioni ma non sarebbe ancora stato deciso se la misura entrerà o meno nel decreto.

Nella bozza c'è anche la raccomandazione sull'uso delle mascherine anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. In questo caso rimane anche l'obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

La didattica a distanza

Per quanto riguarda la scuola, invece, dovrebbe rimanere aperta la scuola, con limitazioni principalmente per le superiori. Solo per quest'ultime sarebbe prevista la didattica a distanza per una quota pari al 75 per cento delle attività, "modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9" si legge nella bozza.

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