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"Io, soggetto a rischio, da settembre in attesa del vaccino antinfluenzale. E poi ci parlano di prevenzione"

La lettera di un cittadino che chiede chiarezza alla Regione e alla Asl: "In attesa per me, invalido, e per mio figlio allergico. Intanto scopro che anche persone più giovani e senza patologie riescono a vaccinarsi. Ma come vengono distribuite le dosi?"

"Si parla tanto di prevenzione, ma questa è la dura realtà, e chissà quanti come me saranno in questa assurda situazione". A parlare è un cittadino barese, che nel suo amaro sfogo, inviato alla redazione di Baritoday, racconta le difficoltà incontrate per ottenere quest'anno il vaccino antinfluenzale. Una situazione comune a molti pugliesi, che si lega anche, come reso noto dalla Regione nelle scorse settimane, a ritardi nella consegna delle dosi da parte della casa farmaceutica produttrice.

Ma il cittadino ha deciso di indizzare anche una lettera alla Regione e alla Asl per rendere nota la sua situazione e chiedere chiarimenti sulla distribuzione delle dosi: "A mia sorella, vent'anni meno di me e senza patologia alcuna - riferisce l'uomo a Baritoday - il vaccino è stato somministrato dal medico curante senza alcun problema. C'è qualcosa che non torna", commenta.

"Da settembre di questo anno - scrive il cittadino nella lettera - sto letteralmente tampinando il nostro medico curante per ottenere la vaccinazione per mio figlio, soggetto allergico, e per me, soggetto 'debole' (poiché invalido), purtroppo non ottenendo riscontro alcuno, stante lo scarso numero di vaccini ottenuti dal nostro medico curante (come riferito, di fatto utili alla vaccinazione dei pazienti più anziani".

"Nel frattempo - prosegue la lettera - il sottoscritto ha dovuto più volte ricorrere ad antinfiammatori e antibiotici, mentre mio figlio ad aerosol e antifiammatori", una situazione che - aggiunge l'uomo, non potrà che aggravarsi con l'arrivo dell'influenza.

"Nel frattempo - scrive ancora il cittadino - scopro che diverse fasce della popolazione (anche in giovane età e prive di patologie) riescono a vaccinarsi. Personalmente mi sfugge qualcosa, fino allo scorso anno acquistando il vaccino riuscivamo a vaccinarci, adesso rimarremo scoperti per una incapacità di redistribuzione delle dosi". Il cittadino conclude la sua lettera aggiungendo di avere in casa un disabile grave, che dunque sarebbe ancora più a rischio nel caso qualcuno in famiglia dovesse ammalarsi. "Ma questo probabilmente - conclude con amarezza l'uomo -  non interessa a nessuno. Restiamo in attesa di un miracolo".


 

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