Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità Ceglie del Campo

L'antica Kailìa raccontata attraverso i suoi tesori, l'idea per promuovere la storia della Ceglie peuceta: "Cerchiamo mecenati del territorio"

L'iniziativa 'Adotta la storia' lanciata dall'associazione Kailìa. L'obiettivo? Realizzare ed esporre nel castello del quartiere copie dei reperti archeologici oggi sparsi in musei di tutto il mondo, promuovendo e valorizzando la conoscenza di quel patrimonio

Dai musei pugliesi di Bari, Ruvo e Taranto fino a Berlino, Londra, Parigi, Mosca e Boston: i reperti che raccontano e testimoniano la storia dell'antica Kailìa, la Ceglie peuceta 'madre di Bari' che raggiunse il suo massimo sviluppo in età ellenistica, sono oggi letteralmente sparsi in tutto il mondo. Ritrovamenti di grande valore, come dimostra la loro presenza in musei importanti, che dunque si trovano ad essere esposti anche all'estero, ma non nel luogo in cui sono stati rinvenuti: nel quartiere barese di Ceglie del Campo, appunto.

Nasce da qui l'idea dell'associazione 'Kailìa', da anni impegnata nella valorizzazione della storia dell'antica Ceglie (e delle sue tante preziose 'tracce' ritrovate nel tempo), che ha lanciato il progetto 'Adotta la storia', rivolgendo un vero e proprio appello a chi voglia diventare "mecenate del territorio". L'intento dell'iniziativa è semplice: allestire nell'antico castello di Ceglie (sede dell'associazione) una sorta di percorso museale che dia a tutti la possibilità di conoscere da vicino quei reperti che oggi sono custoditi altrove, e che altrimenti sarebbe più difficile ammirare. Come? Creandone delle riproduzioni, affidate alla perizia dei maestri ceramisti Anti di Grottaglie.

"Una prima riproduzione - spiega il presidente Giuseppe Laricchia - è stata realizzata grazie alle attività promosse nell'ambito delle Reti Civiche Urbane del IV Municipio, ma vorremmo produrne altre. Ci sono già persone che hanno espresso la propria disponibilità a finanziare alcune opere". Per portare avanti il progetto, infatti, l'associazione ha lanciato un appello a privati cittadini, enti e aziende che possano essere interessati a sostenere la realizzazione delle riproduzioni. Il primo reperto riprodotto è un cratere raffigurante l'Amazzonomachia (che raffigura un combattimento tra Greci e Amazzoni), attualmente custodito presso il Museo archeologico provinciale di Bari e ritrovato nel 1902 in un fondo sulla strada che conduce ad Adelfia.

Ma il progetto dell'associazione Kailia guarda anche oltre: "Avere queste riproduzioni - dice ancora Laricchia - ci permetterebbe anche di offrire un'esperienza tattile a persone non vedenti in visita al nostro castello, o di organizzare visite mirate per i bambini, che potrebbero essere coinvolti anche in laboratori di ceramica".

Intanto, in attesa di poter riaprire anche in Puglia i luoghi della cultura (chiusi per le restrizioni Covid), l'iniziativa 'Adotta la storia' è avviata: la speranza dell'associazione Kailìa è che in tanti rispondano all'appello.

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