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La Puglia e Bari invecchiano, popolazione in calo. Il censimento Istat: dramma disoccupazione, una donna su 5 non ha lavoro

Il capoluogo regionale, rispetto a 10 anni fa, è passato da 320.475 abitanti a 315.284, con un calo di oltre 5mila unità. La provincia ha invece perso quasi 17mila abitanti dal 2011, passando da 1.247303 abitanti a 1.230.205

Prosegue il trend in calo della popolazione di Bari, della provincia e della Puglia: è quanto emerge dal censimento 2020 Istat (con dati al 31 dicembre 2019) che vede, per la regione, 3.953.305 unità, con una riduzione di 22.223 abitanti (-5,6‰) rispetto all’anno precedente e di 99.261 abitanti (-3,1‰ in media ogni anno) rispetto al Censimento 2011. Bari, invece, rispetto a 10 anni fa, è passata da 320.475 abitanti a 315.284, con un calo di oltre 5mila unità. La provincia ha invece perso quasi 17mila abitanti dal 2011, passando da 1.247303 abitanti a 1.230.205.

Se andiamo ad analizzare i dettagli del rapporto, oltre alla scontata conferma di Bari come capoluogo pugliese più popoloso, c'è quella di Celle San Vito per il più piccolo, con appena 163 abitanti. La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, sono 2.029.773, il 51,3% del totale. L’età media è 44,6 anni contro i 45,2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione, con ritmi superiori alla media nazionale. Tutte le classi di età sotto i 50 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011. ll comune più giovane è Stornara (Foggia), con una età media di 39,8 anni e quello più vecchio è Volturara Appula, sempre nell'area dauna, dove l’età media è pari a 55,1 anni.

Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata del 6,2% in media ogni anno. I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le province, con punte più elevate a Taranto (+7,6% in media annua), Lecce (+7,5%) e Foggia (+7,4%). L’età media degli stranieri è più bassa di 10,6 anni di quella degli italiani (34,4 anni contro 45). Tra gli
stranieri, l’indice di dipendenza, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 24,7%, mentre tra gli italiani è il 56,1%. Se ci si limita alla componente a carico in età 65 e più i precedenti valori sono, rispettivamente, 5,3% e 36,2%.

Sul fronte dell'istruzione e dell'occupazione, rispetto al 2011, è dimezzata la presenza degli analfabeti (dal 2% all’1%) e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio (dal 6,9% al 5,2%). Le persone con un titolo universitario e superiore sono aumentate dal 9,8% al 12,1%. Tra la popolazione residente di 15 anni e più le forze di lavoro sono 1,6 milioni, oltre 44mila in più rispetto al 2011 (+2,8%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla crescita degli occupati (+2,4%), soprattutto fra le donne (+7,9%). In aumento anche il numero delle persone in cerca di occupazione, nel 2019 sono 285 mila, 13 mila in più rispetto al precedente censimento (+4,9%).

Il tasso di attività 1 è pari al 46,8%, 5,7 punti percentuali sotto i l corrispondente valore dell’Italia; gli occupati rappresentano il 38,5% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% della media nazionale. Sensibilmente più elevato, invece, il tasso di disoccupazione (17,7% Puglia e 13,1% Italia). Inoltre, nella regione, il mercato del lavoro presenta un forte squilibro di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 49,7%, oltre venti punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 15,3% e al 21,4% rispettivamente per uomini e donne.

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