Una corona d'alloro in memoria delle vittime della strage di Bologna: "Abbiamo il dovere di cercare la verità"

In mattinata la cerimonia in occasione del 38esimo anniversario dell'attentato dinamitardo nella stazione, in cui persero la vita anche sette baresi, ricordati in una lapide affissa a Palazzo di Città

Una corona d'alloro per ricordare le vittime della strage di Bologna, nel giorno del 38esimo anniversario dell'attentato che costò la vita a 85 persone, tra cui sette baresi. Vittime i cui nomi sono impressi in una lapide a Palazzo di Città, davanti alla quale si è tenuta la cerimonia con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro: Sonia Burri, Francesco Cesare Diomede Fresa, Vito Diomede Fresa, Errica Frigerio, Patrizia Messineo, Silvana Serravalli in Bàrbera e Giuseppe Patruno.

Le parole del sindaco

"Noi, oggi, abbiamo un dovere, quello di ricordare le vittime - ha spiegato il sindaco - il dovere di continuare a cercare la verità per rendere giustizia a quelle vittime e ai loro familiari, affinché il nostro Paese non torni ad essere violabile. Per fortuna è stata aperta una nuova indagine, e da marzo è in corso un nuovo processo per individuare i mandanti della stage di Bologna".

Ha poi spiegato che "in quegli anni bui per il nostro Paese, gli anni del terrorismo, dello stragismo, si discuteva di politica, di commistioni tra Stato e gruppi eversivi. Quelle parole hanno cambiato la vita di tante persone, hanno ucciso tante persone, hanno allontanato giovani donne e uomini dalla politica, quella bella, quella sana, quella che ha l'obiettivo di migliorare lo stato delle cose" , quella politica che oggi ha perso di nuovo il suo orizzonte, che preferisce urlare anziché  spiegare le proprie ragioni.

Una cerimonia che per Decaro deve servire a ricordare ai baresi quanto sia importante scegliere con attenzione le parole e i toni che utilizziamo perché possono portare all’odio, al razzismo e alla violenza. "Avevo dieci anni quando in televisione passarono le immagini di quella stazione devastata, delle macerie - spiega - dello sgomento dei feriti e dei soccorritori… mia figlia oggi ha nove anni e spero non debba mai assistere a tragedie di questo tipo, anche se solo in tv".

Emiliano: "Non torniamo indietro"

Sul tema è intervenuto anche il governatore Michele Emiliano, che ha dapprima ricordato quanto questa tragedia abbia colpito la comunità barese, che dopo Bologna vede il maggior numero di vittime nell'attentato dinamitardo avvenuto il 2 agosto di 38 anni fa. "Quello era un momento terribile della storia d'Italia - ricorda il presidente della Regione - dove il terrorismo stava squartando il Paese. Siamo stati bravi allora a difendere la Costituzione, le istituzioni e a uscire da un momento drammatico. Io entrai in magistratura pochi anni dopo e forse questo shock è una delle ragioni per le quali poi ho fatto quella scelta".

Poi lancia un appello: "Bari da quel giorno ha fatto un grande passo avanti e vi chiedo di non farla mai tornare indietro, di consentire sempre a coloro che il 2 agosto saranno qui, di commemorare questo evento con la stessa emozione, tramandando questa coscienza collettiva che abbiamo faticosamente costruito. La forza di questo Paese sta nella sua cultura generale, politica, del lavoro, del rispetto della pluralità. Per questo serve rimanere custodi commossi e compenetrati della strage di Bologna del 2 agosto”.

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