Chef e pandemia : una grande storia di solidarietà

La pratica della solidarietà si è rivelata particolarmente importante fin dall’inizio della pandemia a Bari e lo chef Carra ha usato il suo diritto a esercitare la sua professione cucinando nella propria abitazione e portare un pasto a quelle famiglie con bambini in forte disagio economico.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"Ultimamente un fenomeno drammatico che si sta affiancando alla tragica situazione del Covid è il ritorno ad un'usura di vicinato. Gente che ha bisogno di soldi per poter mettere in tavola un semplice piatto di pasta costretta a chiedere aiuto a strozzini senza scrupoli e senza umanità perché si vergogna di andare ad un centro Caritas. Non fare questo sbaglio, se sei della mia città ( Bari) ed hai terminato i viveri per te o i tuoi bambini non vergognarti a contattarmi in privato, posso cucinare il mondo intero ( per quel che posso) e portartelo direttamente a casa . ....la vergogna è un altra cosa." questo è il messaggio che il noto chef barese Donato Carra ha scritto sulla sua pagina Facebook.. L’emergenza COVID è anche l’occasione per incontrare, ancora una volta, la capacità dei cittadini di mobilitarsi a sostegno di chi si trova in condizioni di maggiore bisogno, di coloro per cui l’emergenza è più forte. La pratica della solidarietà si è rivelata particolarmente importante fin dall’inizio della pandemia a Bari e lo chef Carra ha usato il suo diritto a esercitare la sua professione cucinando nella propria abitazione e portare un pasto a quelle famiglie con bambini in forte disagio economico. L’emergenza sanitaria da Covid-19 si è trasformata in crisi economica e finanziaria, e tra i fattori di preoccupazione vi è incremento del rischio usura. La pandemia ha contribuito all’espansione del c.d. “welfare mafioso di prossimità”, ovvero a quel sostegno attivo al di fuori di circuiti legali alle famiglie degli esercenti attività commerciali e imprenditoriali in difficoltà o in crisi di liquidità. La criminalità, specie quella mafiosa, intercetta i bisogni, ha occhi e orecchie protese sul rumore della sofferenza. E interviene, rapida, concreta, pronta a sborsare ingenti quantità di denaro. " una delle conseguenze più odiose e gravi della crisi sanitaria - commenta lo chef Carra- che stiamo vivendo è la fragilità di famiglie e imprese rispetto al rischio usura. L’impatto economico del Covid è devastante, e le organizzazioni criminali riescono con più facilità ad agganciare famiglie, esercenti e imprenditori che hanno bisogno di liquidità non solo per pagare debiti ma anche per portare in tavola un semplice piatto di pasta. Un’aggressione continua alla libertà, alla dignità e alla vita civile della comunità in grado di inquinare fortemente il nostro sistema produttivo e speculare sulle fragilità delle famiglie. L’usura delle mafie rappresenta uno dei cavalli di troia di questo attacco all’economia e alla nostra sicurezza. Per rispondere a un fenomeno di tale portata, c’è bisogno di istituzioni forti e presenti."

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