Corso chiuso al traffico, a Carbonara si riaccende la polemica. "Il provvedimento resta? Ma il Municipio faccia chiarezza"

La pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele è tornata alla ribalta durante la prima seduta del nuovo Consiglio municipale: "Approfondimenti sulla questione? Ma la maggioranza dica se è veramente disposta a discuterne", dice chi ha un'attività nella strada

Dalla prima chiusura al traffico - inizialmente sperimentale, poi diventata definitiva - sono passati quasi due anni e mezzo. Ma a Carbonara, la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele continua a far discutere.

La discussione in Municipio: "Provvedimento si può rivedere? Consiglio prenda posizione"

Soltanto pochi giorni fa, la questione è tornata alla ribalta, scatenando nuove critiche e polemiche. L'occasione è stata la prima seduta del nuovo Consiglio municipale, nel corso della quale il consigliere di opposizione Nicola Quaranta (Fratelli d'Italia) ha presentato un ordine del giorno per impegnare il Municipio a chiedere al Comune una revoca del provvedimento, mai realmente andato giù a molti commercianti e residenti della zona. La proposta è stata respinta, innescando però una discussione che per i giorni successivi è proseguita anche sui social. "Quell'ordine del giorno è stato bocciato, ma nel dibattito in Consiglio sono venute fuori cose diverse", commenta Vincenzo Di Gravina, che con la sua famiglia gestisce una tabaccheria nella strada e si è fatto portavoce delle istanze dei commercianti della zona. "L'ordine del giorno - prosegue Di Gravina - è stato respinto più che altro per questioni tecniche, perchè ritenuto prematuro senza un preliminare lavoro in commissione, e di opportunità politica, ma nella discussione da più parti è stato riconosciuto che quella pedonalizzazione non può restare così com'è". "Si è parlato della necessità di approfondire ulteriormente la questione. Quello che noi commercianti chiediamo allora al Consiglio municipale - dice ancora Di Gravina - è di fare innanzitutto chiarezza: il nuovo Consiglio ha intenzione di proseguire in continuità con quanto già fatto o di cambiare? Se il Consiglio non si esprime prima su questo, è inutile fare anche un'attività di approfondimento, che pure noi auspichiamo. O c'è una reale volontà di intervenire, di rivisitare, altrimenti non ha senso neppure far lavorare le commissioni".

"Negozi in crisi e nessun intervento"

Le proposte dei commercianti, intanto, restano le stesse dei mesi scorsi: dalla riapertura totale al traffico ad una parziale revoca del provvedimento, limitandolo al weekend o alle ore serali. "Intanto la situazione qui è drammatica - racconta Di Gravina - l'ultimo a chiudere, a inizio agosto, è stato il bar. Ma nei mesi scorsi è già andata via la scuola guida, mentre a inizio settembre si è trasferito lo studio medico polispecialistico attiguo alla farmacia in piazza Santa Maria del Fonte. Anche nelle zone vicine si risente della mancanza di parcheggi, gli affari calano e c'è chi va via", dice Di Gravina. E poi c'è il fronte eventi. Troppo pochi rispetto a quanto promesso, dicono i commercianti. "Quest'estate c'è stato solo uno spettacolo di burattini, una cena organizzata da un'associazione del posto. Ci sono state alcune altre iniziative organizzate dalle Reti civiche urbane, ma che comunque non hanno riguardato questa strada. Ma che senso ha tenere un corso chiuso 365 giorni all'anno, h24, rischiando di far chiudere quelle poche attività rimaste, per organizzare un evento ogni tanto?". Ma nulla sembra essersi mosso anche sul piano della viabilità e della riorganizzazione dei parcheggi: "L'anno scorso - dice ancora Di Gravina - l'assessore Galasso ci disse che avrebbe restituito i posti almeno ai residenti e ai commercianti con un intervento sui marciapiedi della piazza: lavori che pure non avrebbero risolto il problema, perché in realtà non avrebbero dato nuovi posti auto, ma neppure di quelli c'è stata traccia. Così come non è stato fatto nessun intervento sugli arredi urbani: non un cestino, né una panchina". "Ora ci parlano di riqualificazione, siamo tutti d'accordo, ma andava pensava e programmata ben prima della chiusura. Così non è una pedonalizzazione - conclude Di Gravina - ma solo una penalizzazione".

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