Domenica, 19 Settembre 2021
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"Scuola Del Prete inutilizzata, ma il Comune impegna fondi per strutture temporanee?", l'appello del comitato: "Qui spazio per le classi"

Il comitato che si oppone allo 'smantellamento' dello storico istituto di Carrassi lancia la proposta: mettere la struttura a disposizione delle scuole alle prese con il problema del sovraffollamento, per garantire la ripresa in sicurezza delle lezioni

Salvaguardare la sopravvivenza della scuola Del Prete, "allocandovi tutte le classi trasferite altrove" ma anche mettendo i suoi spazi "a disposizione delle scuole che soffrono il sovraffollamento, per consentire la ripresa delle lezioni in presenza e in sicurezza". E' l'ultimo appello lanciato dal comitato 'Salviamo la Del Prete', che da mesi si batte contro lo 'smantellamento' dello storico istituto del quartiere Carrassi.

La richiesta viene rivolta anche al nuovo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, come spiega in un video Tonia Guerra, referente del coordinamento. Il nuovo appello nasce da una notizia diffusa negli ultimi giorni, ovvero, spiega Guerra, "la decisione (da parte del Comune, ndr) di impegnare una somma considerevole dei fondi messi a disposizione del Ministero per destinarli a “interventi di affitto e noleggio di strutture modulari temporanee”" da mettere a disposizione delle scuole. 

"Ci permettiamo, non tanto sommessamente - si legge nell'appello -  di ricordare al Sindaco di Bari, all’Assessora alle Politiche educative e all’Assessore ai Lavori pubblici che esistono spazi di edifici scolastici, come la scuola Del Prete al quartiere Carrassi, che possono essere utilizzati a questo scopo. Prima di impegnare risorse pubbliche in interventi costosi e temporanei a vantaggio dei privati, si dovrebbe fare un utilizzo oculato e lungimirante delle strutture a disposizione. Abbiamo più volte denunciato - prosegue la nota - il fatto che sulla Carlo Del Prete, un edificio di pregio architettonico volutamente “svuotato” di classi e suppellettili, gravano le mire del II Municipio, che rifiuta inspiegabilmente l’imponente sede in costruzione destinata ad ospitare i suoi uffici (da tempo in smart working) preferendo occupare i locali della scuola, rivelando una visione che disprezza i luoghi della cultura e della memoria, oltre che un’idea disinvolta di utilizzo del denaro pubblico". "Questo chiedono migliaia di cittadini e cittadine che hanno sottoscritto la petizione “Salviamo la Del Prete” (oltre 1000 firme) e con questo obiettivo il Coordinamento adirà a tutte le vie consentite per tutelare l’interesse dei bambini e degli studenti del quartiere e della città".
 

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