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Gli avvocati baresi attaccano il ministro Bonafede sulla Cittadella della Giustizia: "Ritardi inaccettabili, serve commissario"

"Leggere che il ministro nutra la speranza di poter accelerare ulteriormente i tempi aggiungendo che i miracoli non si possono fare – dichiara il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bari - ci fa cadere le braccia"

"La situazione è ormai insostenibile e continuiamo a vedere disinteresse del Ministero della Giustizia nei confronti dello stato emergenziale del nostro foro. Per questo torniamo a chiedere la nomina di un commissario straordinario per la gestione dell’edilizia giudiziaria a Bari”. Lo afferma il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì che ha commentato le parole del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervenuto ieri a Foggia. Il guardasigilli aveva dichiarato all'Ansa il suo auspicio "di poter accelerare ulteriormente i tempi. I miracoli non si possono fare sappiamo che a Bari c'è il problema del cosiddetto 'spezzatino', lo chiamano così perché ci sono tanti edifici che ospitano gli uffici giudiziari".

Pronta la replica di Stefanì: "Leggere che il ministro nutra la speranza di poter accelerare ulteriormente i tempi aggiungendo che i miracoli non si possono fare – dichiara il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bari - ci fa cadere le braccia. Ma quale ulteriore accelerazione? L’ultimo atto ufficiale del Ministero, la firma del protocollo per la sua realizzazione, risale al luglio 2019 mentre l’ultima riunione allo scorso gennaio, quando i funzionari del Ministero garantirono tempi di record per le procedure riguardanti la nuova Cittadella della Giustizia. Da allora più nessuna notizia. Di quali record parliamo? In quale buco nero è finita la convenzione per la gara per la progettazione ancora da sottoscrivere? Nonostante il pressing del sindaco Decaro, di magistratura e avvocatura barese, nulla si sa in merito. Come da tempo suggerito e così come avvenuto per altre opere strategiche del Paese, invochiamo l’intervento di un commissario straordinario che possa recuperare il tempo fin qui perduto».

"L’ennesima goccia che sta facendo traboccare il vaso – aggiunge Stefanì - è l’affannosa ricerca tra i cinema della città di una sede appropriata e sicura per l’affollato processo riguardante la Banca Popolare di Bari. Mi chiedo: possibile che non si riesca a trovare uno spazio pubblico che consenta lo svolgimento in sicurezza di un processo di così grande rilevanza sociale, peraltro consentendo un risparmio per le casse dello Stato? Sul tema auspichiamo che il tavolo di confronto che la commissione permanente provvederà a convocare, possa tenersi quanto prima e veda il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate a risolvere una vicenda che presenta importanti risvolti collettivi" rimarca.

Infine Stefanì sottolinea "l’ulteriore ritardo nei lavori di ristrutturazione del Tribunale di piazza De Nicola, da ultimarsi all’inizio di agosto ma ancora in corso, che costringeranno operatori della giustizia e cittadini a nuovi e duraturi disagi a causa della chiusura dell’ingresso principale. Per quanto ancora dovremo pazientare attendendo la conclusione di lavori che si sa quando iniziano, ma mai quando finiscono?".

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