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Poco verde, troppi rifiuti prodotti e sprechi nella rete idrica: Bari perde posizioni nella classifica di Legambiente

Il capoluogo pugliese è solo all'87esimo posto nel dossier Ecosistema Urbano. Nel 2018 occupava l'ottantesima piazza. Poche luci e tante ombre

Sette posizioni in meno rispetto allo scorsao anno: la città di Bari scende all'87esimo posto della grauiatoria dell'Ecosistema Urbano stilata da Legambiente e Il Sole 24 Ore. La classifica prende in esame non solo i dati sull'inquinamento ma anche le politche di mobilità, diffusione di tecnologie energetiche verdi, qualità della raccolta dei rifiuti e delle acque. Il capoluogo regionale indietreggia rispetto all'80esima piazza conseguita nel 2018.

Tra i numeri meno lunsinghieri, spiccano il monte rifiuti pro capite prodotto dai baresi (613 chili contro i già tanti 578 del 2017) e l’elevata percentuale di perdite della rete idrica che, seppur migliorando dal 51% al 48,8% di quest'anno, rappresenta un dato negativo. Aumenta, di poco, la concentrazione media di Pm10, passata al 24,3%, mentre cala l'uso efficiente del suolo. Bari, inoltre, si conferma tra le città meno verdi d'Italia, piazzandosi solo 97esima su 104 tra i capoluoghi. Positivi, invece, i numeri della depurazione delle acque e della presenza di ozono, con, rispettivamente un sesto e quinto posto a livello nazionale.

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