Favola a lieto fine, trovato un tetto per il clochard senza nome: viveva su una panchina della villa comunale

L'uomo, un tedesco o un austriaco, ha accettato la collocazione in una struttura di Noci. Viveva nel cuore della villa comunale di Gravina di Puglia su una panchina

Il clochard sulla panchina

Mantenuti gli impegni assunti poco meno d’un mese fa: avrà finalmente un tetto sopra la testa e persone che lo accompagneranno nella quotidianità il clochard che da settembre aveva eletto a residenza una panchina nel cuore della villa comunale, a Gravina in Puglia.

La vicenda ha conosciuto un lieto ieri mattina, a coronamento del lungo lavoro portato avanti nelle ultime settimane dai Servizi Sociali del Comune di Gravina di Puglia, su impulso dell’assessore Felice Lafabiana. 

L’uomo, presumibilmente austriaco o tedesco ma privo di documenti, era arrivato in città sul finire dell’estate. Vani, inizialmente, erano risultati i tentativi di avviare un dialogo finalizzato all’individuazione di una sistemazione consona, idonea ad evitare disagi alla persona ma anche a scongiurare possibili implicazioni di ordine pubblico. 

A fine ottobre, la svolta, con l’apertura di un canale di comunicazione: l’uomo aveva accettato di trasferirsi – nel giro di qualche settimana - in un centro d’accoglienza fuori città e, nell’attesa, di dimorare in una struttura cittadina. Qui era rimasto un paio di giorni, prima di ritornare alla sua panchina, continuando tuttavia a ricevere assistenza sia dalle istituzioni sia da tanti privati cittadini. 

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Oggi, come programmato, il trasloco nella nuova casa, dopo un colloquio risolutivo: gli assistenti sociali, gli agenti della Polizia Locale, lo stesso assessore Lafabiana e gli specialisti del Centro di salute mentale di Gravina hanno concordato con l’uomo, che ha liberamente accettato, la collocazione in una struttura di Noci. "Con la prudenza necessaria, senza mai far venir meno lo spirito di solidarietà – commenta l’assessore Lafabiana – si è chiusa, nel migliore dei modi, una storia che aveva mobilitato l’opinione pubblica gravinese. Abbiamo trovato porte chiuse e difficoltà nel corso di questi mesi, ma alla fine il senso di responsabilità ha prevalso. E di questo si deve ringraziare quanti si sono impegnati, tra le fila delle istituzioni come pure nel mondo della Chiesa e del volontariato e dei tanti gravinesi che hanno scelto di non far finta di niente, adoperandosi per una conclusione positiva della vicenda".

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