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"Molti istituti dicono alle famiglie che il prossimo anno le lezioni saranno in Dad": denuncia e sit-in di Priorità alla Scuola

La manifestazione si è tenuta in piazza prefettura con un documento consegnato al prefetto in cui si motivano le richieste delle lezioni in presenza al 100 per cento: "La didattica a distanza rischia di diventare sistematica"

Un sit-in e un documento indirizzato al prefetto. Rappresentanti del comitato Priorità alla scuola (Pas Puglia, il Comitato per il diritto alla salute e all'istruzione insieme ai Cobas, e al Comitato Genitori Speciali) hanno manifestato a Bari per chiedere il ritorno in presenza in aula, senza possibilità di scelta per le famiglie. “La scuola è in zona bianca” sottolineano e “la Dad non è scuola”. Al movimento partecipano genitori e insegnanti. “In pieno lockdown – scrivono al prefetto Antonia Bellomo - chiedevamo un anno fa che la Didattica a Distanza (Dad) fosse utilizzata solo per brevi periodi, in stato di assoluta emergenza e, soprattutto, che si iniziasse immediatamente ad intervenire per un rientro a scuola in presenza garantendo la massima sicurezza possibile. Siamo largamente consapevoli della situazione epidemiologica, delle difficoltà del sistema sanitario regionale, purtroppo per molti anni depotenziato, non rafforzato in questi ultimi mesi attraverso interventi di medicina di prossimità, di prevenzione e cura. Abbiamo più volte denunciato quanto le innegabili difficoltà dello stesso sistema sanitario regionale siano state più volte scaricate sulla scuola, di sovente additata dalle massime figure istituzionali della Regione – in misura strumentale - come luogo per eccellenza dei contagi”.

La didattica a scelta concessa dal governatore Michele Emiliano, sottolineano, ha condizionato le presenze nella scuola pugliese che conta numeri risicati. Per questo chiedono il rientro in presenza al 100 per cento nelle scuole di tutti gli ordini e gradi, la programmazione e distribuzione degli spazi scolastici - e del tempo scuola - che permetta a tutti gli istituti di rispettare le misure di distanziamento, mantenendo la didattica al 100 per cento. A ciò aggiungono una politica energica di mantenimento e potenziamento degli organici, la revisione del protocollo vigente. “In tutti gli ordini e gradi di scuole – scrivono -  vige un protocollo che impone quarantene indiscriminate ad adolescenti che negli ultimi mesi hanno già subito le gravissime conseguenze delle limitazioni della loro vita relazionale, secondo una logica che sembra rispondere esclusivamente alla volontà di risparmiare sul tracciamento”.

A ciò aggiungono una sorta di denuncia. “In modo preoccupante e inaccettabile, diversi istituti stanno già comunicando alle famiglie che  – anche nel prossimo anno scolastico - hanno intenzione di sopperire alla mancanza degli  spazi necessari per garantire il distanziamento, mantenendo una percentuale di Dad, che  rischia così di essere messa a sistema, a prescindere dall’emergenza e come strumento  comodo cui ricorrere in ogni evenienza. Una simile conclusione dell’anno scolastico non ci permette affatto di essere fiduciosi nel fatto che la campagna vaccinale risolverà tutti i problemi e renderà possibile – di nuovo – una  didattica in presenza e in continuità al 100 per cento”.

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