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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Attualità

Parte a Bari un progetto di co-housing per over 65: "Tra le prime esperienze in Puglia"

A lanciare la sperimentazione un video promozionale firmato da Alessandro Piva. La prossima settimana, in un appartamento del Municipio II, avrà inizio la prima convivenza con tre partecipanti

Condividere casa e quotidianità: a  Bari parte il primo progetto di co-housing rivolto a over 65, uomini e donne, autosufficienti. Si tratta, è stato evidenziato questa mattina in conferenza stampa a Palazzo di Città, di una delle prime esperienze simili in tutta la regione. 

Il progetto sperimentale “Condiviviamo”, promosso dall’assessorato comunale al Welfare ad esito dell’avviso pubblico “Vivere Insieme: co-housing per la terza età” e gestito dalla cooperativa sociale Occupazione e Solidarietà, è accompagnato da un video promozionale (che mira a raccogliere segnalazioni di persone interessate), firmato dal regista Alessandro Piva (qui il link). All’incontro con la stampa sono intervenuti l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, il presidente della società cooperativa Occupazione e Solidarietà Giuseppe Moretti, la docente universitaria Letizia Carrera, il coordinatore di redazione di Telebari Enzo Tamborra, Pasqualino Sibilia dell’agenzia Etabeta Comunicazione e Valerio Di Cesare, capitano della SSC Bari in rappresentanza della squadra di calcio cittadina.

Nella città di Bari ad oggi, non si evincono dati rilevanti su persone appartenenti alla fascia della terza età che abbiano intrapreso esperienze di co-housing; il progetto intende promuovere, quindi, questo tipo di esperienza rivolgendosi in primo luogo a uomini e donne autosufficienti over 65, senza escludere la possibilità di convivenza tra persone con età differente, ad esempio anziani soli con studenti fuorisede alla ricerca di un’abitazione a Bari per studiare.

La campagna di sensibilizzazione e informazione, curata dall’agenzia di comunicazione Etabeta, è stata pensata per mettere gli anziani nelle condizioni di creare o potenziare nuove relazioni interpersonali grazie alle quali pianificare quotidianamente la propria giornata in base a piccole cose, importanti perché condivise, e per incentivare l'attivazione in processi decisionali e pratici incrementando la cura personale in termini di salute fisica e psicologica.

L’auspicio è quello di arrivare alla costruzione di un nuovo sapere sociale attraverso campagne formative, informative e di sensibilizzazione di cui lo spot presentato oggi vuol essere il fiore all’occhiello.

Attraverso il portale di progetto www.condiviviamo.it sarà creata la banca dati di tutti coloro che chiedono di fare esperienza di co-housing: ogni aspirante co-houser potrà indicare le proprie preferenze territoriali, l’eventuale disponibilità di una casa, la richiesta di servizi specifici. All’interno del portale, inoltre, è stato attivato uno spazio dedicato a tutti i proprietari che offrono la propria casa in affitto per l’esperienza di co-housing.

Il dipartimento di Ricerca e Innovazione umanistica dell’Università di Bari, nella persona della responsabile scientifica Letizia Carrera (docente di Sociologia e ricerca sociale e Sociologia urbana), ha condotto nel frattempo un’indagine conoscitiva attraverso questionari e focus con anziani e loro familiari, presidenti di Municipi, assessori e consiglieri, assistenti sociali ed educatori, referenti associazioni e centri diurni, parroci e dirigenti scolastici (di istituti che organizzano attività formative per e con gli anziani), trattando i dati raccolti con software statistici e di analisi semantica per supportare al meglio il piano di comunicazione e la campagna di promozione del progetto e, soprattutto, per valutare la fattibilità del processo di co-abitazione fra gli anziani.

Dal 3 ottobre scorso, inoltre, è stato attivato un infopoint multidisciplinare presso il quale un assistente sociale, una psicologa e un educatore sono impegnati a raccogliere le informazioni ricevute, incontrare tutte le persone che scelgono di co-abitare per elaborare un loro profilo di compatibilità con altri co-houser, contattare le agenzie o coloro che offrono casa per definire gli elementi contrattuali, costituire i gruppi di co-abitazione, favorire l’apprendimento di un regolamento condiviso per l’abitazione, supervisionare le esperienze di co-abitazione e sostenere gli scambi di esperienza tra le abitazioni attivate.

“È il primo progetto pubblico del genere realizzato nella città di Bari, ma anche uno dei primi nella nostra regione - ha esordito Francesca Bottalico - e potenzialmente si rivolge solo agli anziani vulnerabili o in condizioni di disagio economico ma ad una platea di persone ben più ampia, in quanto rappresenta un’azione sperimentale molto significativa per il contrasto alle solitudini. Abbiamo ricevuto le prime adesioni e la prossima settimana, in un appartamento sul territorio del Municipio II, partirà la prima esperienza di co-housing tra tre persone disposte a vivere insieme condividendo la quotidianità secondo regole comuni. In questo caso si tratta di un alloggio privato e preso in fitto dall’assessorato al Welfare attraverso l’ente gestore ma l’appartamento potrebbe anche appartenere a uno dei co-houser che decide di aprire la sua abitazione ad altre persone condividendo le spese. Ogni progettualità, infatti, seguirà un percorso dettato dalle situazioni di partenza degli anziani coinvolti e dai loro bisogni specifici. Oggi, con la presentazione dello spot con la regia di Piva e con le affissioni negli spazi pubblicitari, diamo il via alla campagna di comunicazione ideata per raggiungere, allo stesso tempo, persone anziane interessate a vivere questa esperienza e proprietari disponibili ad affittare le loro case”.

“Con l’incontro odierno diamo avvio alla fase di sensibilizzazione del co-housing come nuovo modello abitativo, attraverso la campagna di pubblicizzazione del progetto Condiviviamo - ha dichiarato Giuseppe Moretti -. Il co-housing per la terza età, come pure il co-housing intergenerazionale, è un modello che progressivamente entrerà nel nostro modo di parlare e pensare, perché si tratta di uno strumento innovativo ed efficace per contrastare le povertà materiali e soprattutto relazionali. Ringraziamo il regista Alessandro Piva che non solo ha realizzato lo spot per rappresentare a pieno la mission del progetto ma ha anche sposato la stessa facendola sua, aggiungendovi particolari ricchi di significato. Ringraziamo Telebari e Radio Bari, media partner, che con la loro capillare diffusione sul territorio ci aiuteranno a far conoscere le opportunità del co-housing all’intera città e, in particolare, la società Bari Calcio, che con la sua presenza ci offre la possibilità di utilizzare un canale di comunicazione seguitissimo in città”.

“Il progetto Condiviviamo - ha sottolineato Letizia Carrera - si confronta con la sfida importante di attivare strategie di contrasto alla povertà relazionale che rappresenta soprattutto per i cittadini anziani un elemento in grado di interferire pesantemente con la qualità della vita. L’attività di monitoraggio realizzata nella prima fase del progetto è stata funzionale a far emergere le rappresentazioni delle potenzialità e delle criticità dell’esperienza di co-housing così da tarare al meglio le caratteristiche del progetto in un’ottica di co-costruzione di soluzioni capacitanti che vedano i soggetti anziani protagonisti oltre che destinatari dell’intervento”.

“Si tratta di un’iniziativa splendida che abbiamo abbracciato molto volentieri, anche offrendo il nostro piccolo contributo alla realizzazione dello spot - ha proseguito Enzo Tamborra -. La solitudine, infatti, è un tema che la nostra redazione tocca con mano tutti i giorni: durante lo spazio di approfondimento mattutino sono diverse le persone anziane che intervengono soprattutto per parlare con noi, quasi fossimo dei familiari. Per questo seguiremo con attenzione l’andamento dell’esperienza progettuale, che ci piacerebbe poter raccontare anche documentando una giornata tipo”.

“È un piacere essere qui a rappresentare il Bari - ha commentato Valerio Di Cesare - e da parte mia non posso che farvi i complimenti per questa bellissima iniziativa. In un mondo così frenetico il rischio è che gli anziani siano sempre più soli e mettere in condivisione spazi e passioni, come assistere a una partita di calcio, può essere un’ottima strada per vivere meglio”.

“Anch’io sento questo problema da vicino avendo una mamma anziana e sola, ed è una delle ragioni per cui sono tornato a vivere e lavorare a Bari - ha concluso Alessandro Piva . Con l’agenzia di comunicazione siamo partiti proprio dall’idea che noi figli di genitori ormai anziani facciamo fatica a coniugare il lavoro, i figli piccoli e le attività di cura, vivendo con ansia l’idea di eventuali imprevisti che possano riguardarli. Inoltre, abbiamo pensato che, per parlare a una platea locale, il Bari fosse un elemento identitario forte, capace al contempo di suscitare interesse rispetto al tema e unire”.

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