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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Comune di Bari: "Ma laicità delle istituzioni? non pervenuta!"

Il comune di Bari ha conferito una onorificenza al pro. Boscia, noto ginecologo per i suoi meriti. Peccato che lo stesso luminare sia stato da oltre 40 anni uno dei più strenui avversari della legge 194 sull 'interruzione volontaria della gravidanze per le donne.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Desta non poco stupore la notizia che il Comune di Bari e il Sindaco Antonio Decaro, abbiano voluto conferire una onorificenza al ginecologo barese Dott. Filippo Maria Boscia. Riconoscimento per i “suoi alti meriti scientifici, accademici ed etici, nonché per le sue straordinarie doti di umana solidarietà e sollecitudine a servizio della maternità e della vita che nasce”. Forse è bene ricordare che il Prof. Boscia da oltre 40 anni è espressione di un mondo scientifico che rifiuta e limita l’esercizio di un diritto fondamentale riconosciuto dalla legge n. 194 a tutte le donne. Forse Decaro lo ignora? Forse non ricorda? Forse non sa che a Bari e in Puglia è sempre più difficile trovare medici non obiettori? Forse non conosce i dati? Allora gli ricordiamo che a Bari, come in Puglia, quasi l'80% dei medici è obiettore. La RU486, farmaco utilizzato per l'aborto farmacologico, non viene concessa, e i consultori pubblici spesso giudicano e non offrono adeguato supporto nella decisione. Per queste ragioni la Cellula Coscioni di Bari non si riconosce e non condivide questa onorificenza del Comune che nega e viola il principio di laicità a cui le istituzioni sono tenute. Riconoscono al gruppo di “Più Europa Bari” di essere stati gli unici ad esprimere analogo dissenso. Le proposte dell’Associazione Coscioni sono: estendere l’applicazione del metodo farmacologico dell’interruzione di gravidanza fino al 63/mo giorno di amenorrea e in regime di day hospital e ambulatoriale e arrivare alla contraccezione gratuita; creare un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza; elaborare una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza anche con servizio alternativo; istituzione di concorsi pubblici riservati al 50% a medici non obiettori per la gestione dei servizi di Ivg; utilizzare medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori; offrire la deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di Ivg sono scoperti.

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