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Concorso Arpal e polemiche, il dg Cassano: "Procedure regolari. Sulle domande la nostra agenzia non c'entra"

Il dibattito si è infiammato sul contenuto dei questionari composti da 30 domande tutte diverse per ogni candidato. Su Facebook è stato aperto un gruppo di partecipanti al concorso dai cui potrebbero partire ricorsi al Tar

"Chi ha fatto le domande e il bando di concorso è l'azienda che ha vinto la gara. L'Arpal non c'entra nulla": è quanto ha affermato a BariToday il direttore generale dell'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, Massimo Cassano, a seguito delle polemiche suscitate dopo l'avvio delle prove preselettive del concorso per 1200 assunzioni a tempo indeterminato, che si stanno svolgendo in questi giorni al Palaflorio di Bari.

Il dibattito si è infiammato sul contenuto dei questionari composti da 30 domande tutte diverse per ogni candidato. Non solo reazioni politiche (da centrodestra e M5S): su Facebook è stato aperto un gruppo di partecipanti al concorso dai cui potrebbero partire ricorsi al Tar. 

Cassano spiega che l'Arpal ha chiesto "una relazione" all'azienda Power Job che ha predisposto la preselettiva e le relative domande: "I quesiti erano 30, tra cui 27 domande di diritto, una d'informatica, una d'inglese e una di logica. A queste si sono aggiunte tre domande di riserva in caso di problemi o contestazioni da parte dei concorrenti. L'Arpal non c'entra nulla e non vi è stato nulla di strano, né di anomalo".

"Sono poche - rimarca l'ex senatore e sottosegretario - le contestazioni ricevute. L'Arpal non c'entra e non abbiamo possibilità di entrare nel merito delle domande. Sono state dette anche alcune cose non vere sul concorso. Quello che posso ribadire è che le procedure sono state fatte in regola" conclude.

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