Domenica, 16 Maggio 2021
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Tarda il nuovo bando per la formazione dei medici di base: in Puglia 800 posti resteranno scoperti entro il 2023

Il concorso nazionale per l'accesso alla formazione, relativo al trienno 2021-2024, non è stato ancora bandito, mentre quello precedente sta per svolgersi solo ora. In Puglia le criticità maggiori potrebbero emergere soprattutto nei prossimi anni, per effetto dei pensionamenti

“Qui la situazione è migliore rispetto ad altre regioni come Lombardia e Campania, ma rimangono scoperte alcune zone periferiche”. Il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha accolto con qualche cenno critico la notizia del nuovo concorso per medici di medicina generale. “Finalmente – ha dichiarato -, dopo tanti ritardi e rinvii, il 28 aprile si svolgerà il concorso per l’accesso al corso dello scorso anno. Il corso partirà dunque a metà di quest’anno, ben oltre i termini. E già così siamo di molto indietro sulla tabella di marcia. Ora, inoltre, siamo fortemente preoccupati per la mancata pubblicazione del bando di concorso per il triennio 2021-2024, prevista alla fine di febbraio 2021 e non ancora avvenuta.  Questo comporterà l’ennesimo ritardo nella formazione dei medici di medicina generale”. La situazione pugliese sembrerebbe meno preoccupante rispetto ad altre per lo meno nel breve periodo. Ma i problemi potrebbero emergere nei prossimi anni. “Il problema più importante – spiega – per tutte le regioni è la programmazione, col numero di borse studio e posti da assegnare per il corso di medicina generale, che deve soddisfare posti come medico di famiglia, guardia medica e 118. Anche in Puglia non tutti sono colmati, una delle questioni più importanti è proprio aumentare il numero di borse”.

I numeri nella regione per ora sono confortanti, non registrano carenze sostanziali. Ci sono circa 1700 medici in graduatoria ed è stato elevato il rapporto ottimale a 1 medico per 1300 assistiti. Alcune destinazioni, all’incirca una cinquantina, rimarrebbero carenti perché risulterebbero meno appetibili per i medici di medicina generale. Ma l’allarme riguarda il futuro. “La curva delle pensioni – comunicano dal dipartimento della Salute della Regione Puglia - si farà sentire nel prossimo triennio, nel quale sono previsti circa 800 medici in pensione, tutti della classe dell’anno di nascita tra 1952 e il 1955”. Un’emergenza che la Fimmg aveva già fatto emergere in passato, corrispondente nei numeri messi a disposizione dalla Regione. Il fabbisogno annuale di nuovi medici di medicina generale in Puglia, secondo quanto già calcolato lo scorso anno dalla Federazione dei medici, è di circa 200-250 diplomati già a partire dal triennio formativo 2020-2023, nel frattempo slittato. Per questo, già nel 2020, l'Ordine aveva proposto un intervento sul numero di borse di specializzazione. La potenzialità formativa delle Università pugliesi è di 500 posti per altrettanti futuri medici specialisti, a fronte dei 300 finanziati.

“È indubbio che la medicina del territorio vada riformata, ma nel senso di un potenziamento, non certo del contrario –sottolinea ancora Anelli -. Va introdotto e incentivato il lavoro in equipe, con strumentazioni, organizzazioni, luoghi di lavoro adeguati. Ma non va certo ‘buttato via il bambino con l’acqua sporca’: vanno salvaguardati quei plus – la libera scelta, la prossimità, la continuità del rapporto – che rendono il ‘modello italiano’ tra i primi al mondo per risultati in termini di salute. In un contesto nel quale la pandemia di Covid si è sovrapposta a uno scenario di aumento dell’età media – segno, tra l’altro, dell’efficacia del sistema di cure – e delle correlate patologie cronico-degenerative, occorre un ruolo da protagonista per la medicina del territorio”.

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