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"Quattro ore di attesa e colleghi andati via senza vaccini": un medico racconta il caos nel poliambulatorio di Japigia

Un ritardo nell'operazione di scongelamento delle Pfizer ha prodotto disagi e assembramenti tra i medici di medicina generale che avevano prenotato le dosi antiCovid per i loro pazienti: "Roba da far cadere le braccia"

“È stato un incubo. Ho atteso quattro ore in una giornata lavorativa per recuperare due fiale equivalenti a dodici dosi. Per fortuna non avevo programmato somministrazioni per oggi, ma molti sì e hanno dovuto riorganizzare tutti gli appuntamenti”. Alberto Iezzoni è medico di medicina generale. Assieme a circa 150 colleghi ha vissuto il disagio tra la mattina e il pomeriggio di venerdì16 aprile al poliambulatorio di via Aquilino, nel rione Japigia di Bari. Avevano appuntamento per il ritiro delle fiale Pfizer destinate ai loro pazienti, per lo più ultraottantenni e fragili, ma per un ritardo nelle operazioni di scongelamento del siero antiCovid l’attesa si è moltiplicata, tra le poteste e l’ira dei medici che hanno scelto di vaccinare nei propri ambulatori, oltre che a domicilio.

“Stiamo lavorando anche di sabato e domenica – spiega Iezzoni - per la gestione dei pazienti Covid, per i certificati di malattia, prenotare loro i tamponi ed emettere i provvedimenti per isolamento, quarantena e di riammissione l lavoro dopo la negativizzazione. Operazioni che comunque sottraggono tempo alle normali attività ambulatoriali, abbiamo sempre e comunque da seguire pazienti con le patologie più disparate. Trovarci davanti a una disorganizzazione simile ci spiazza e ci fa cadere le braccia”.

In totale sono state distribuite circa 3 mila dosi ma i disagi hanno comunque inciso sul lavoro dei medici di famiglia. “Alcuni colleghi – aggiunge Iezzoni - sono stati costretti ad andar via senza ritirare le fiale perché avevano da aprire l’ambulatorio, altri hanno dovuto rinviare le vaccinazioni programmate per oggi e richiamare tutti i pazienti. Il caos è stato totale. Eppure abbiamo inviato tutti le email due giorni fa per prenotare le dosi, l’organizzazione già sapeva quante e quali preparare. Stiamo ancora vaccinando le persone fragili e gli ultraottantenni allettati a domicilio. Di questo passo ci metteremo mesi a coprire tutti i pazienti”.

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