Migliaia di fiori invenduti donati dalla Coldiretti al cimitero di Bari: "Crisi spaventosa del settore per il blocco coronavirus"

L'iniziativa dell'associazione di categoria ha l'obiettivo di sensibilizzare il governo sulla difficile situazione del settore che sta subendo un danno da 200 milioni di euro con migliaia di piante fiorite in vaso appassite o distrutte nei vivai

Foto Coldiretti Fb

Rose, garofani, tulipani e gerbere invenduti a causa del blocco delle vendite legato all'emergenza coronavirus sono stati donati dalla Coldiretti Puglia e dai floricoltori per adornare urne e tombe nel cimitero di Bari. L'iniziativa dell'associazione di categoria ha l'obiettivo di sensibilizzare il governo sulla difficile situazione del settore che sta subendo un danno da 200 milioni di euro con migliaia di piante fiorite in vaso appassite o distrutte nei vivai: “E’ vitale e urgente la riapertura dei mercati dei fiori di Terlizzi, Taviano e Leverano, poli nodali delle contrattazioni delle produzioni floricole pugliesi”, insiste il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

"Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari – aggiunge Coldiretti Puglia - con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione, registra il crollo degli ordini e il blocco totale dei mercati esteri ed internazionali con punte fino al 100%, con milioni di fiori e piante rimasti invenduti".

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“Servono interventi urgenti per indennizzare le imprese florovivaistico per l’ingente danno diretto e ridare liquidità alle aziende – incalza il presidente Muraglia - attraverso la dichiarazione di stato di calamità, con una declaratoria specifica per il comparto florovivaistico, l’aumento del fondo rotativo che dispone al momento di una dotazione di 10 milioni di euro, del tutto insufficiente a dare sostegno alle imprese florovivaistiche, il sostegno in de minimis alle imprese e lo snellimento delle procedure per lo smaltimento del prodotto invenduto”

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