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Covid in Puglia, Lopalco: "Scuola incubatore di infezione. Contagio propagato da studenti a personale"

E' quanto emerge dalla relazione del Dipartimento Salute, firmata, tra gli altri, dal prof. Lopalco e richiamata nella nuova ordinanza regionale che conferma la possibilità di chiedere la didattica digitale integrata per elementari e medie

La scuola ha rappresentato "un facilitatore dei contagi": è quanto viene evidenziato in una relazione del Dipartimento di Prevenzione della Salute, firmata tra gli altri dal prof. Pierluigi Lopalco, richiamata nell'ordinanza, in vigore da oggi, con la quale il presidente della Regione Emiliano ha rinnovato le disposizioni per le scuole pugliesi, confermando la possibilità per le famiglie di optare, per elementari e medie, per la didattica digitale integrata.
   
"L’aumento dei casi nei focolai scolastici - si legge nella relazione - ha seguito l’andamento della curva generale dei contagi fino alla fine del mese di ottobre, per poi decrescere successivamente e staccarsi dallo schema seguito dai contagi in comunità extrascolastica". "È inoltre di particolare rilievo - prosegue la nota - l’evidenza che la maggior parte dei contagi nella prima fase della ripresa epidemica abbia interessato principalmente gli studenti mentre successivamente sia stato interessato anche il personale scolastico. I dati in questione mostrano in maniera evidente come l’attività scolastica abbia rappresentato nell’area metropolitana di Bari un facilitatore dei contagi e che i focolai scolastici abbiano avuto inizio dalla popolazione studentesca. Se così non fosse stato, i casi riportati nelle comunità scolastiche avrebbero dovuto rispecchiare l’andamento della curva epidemica nella comunità generale e studenti e personale scolastico avrebbero dovuto essere coinvolti in maniera totalmente casuale e in modo uniforme lungo tutto il periodo. (...) nella nostra regione, infatti, a seguito dell’apertura delle scuole si era assistito ad un incremento dei casi nelle fasce di età scolare fortemente sproporzionato rispetto all’incremento nelle altre fasce di età; questo incremento è stato limitato dopo l’introduzione delle ordinanze n. 407 e 413 che ha fortemente diminuito la didattica in presenza".

"Dall’analisi dei dati specifici dei focolai scolastici - evidenzia ancora la relazione - emerge che i casi generati nella comunità scolastica sono importanti in termini di impatto sia come numero di positivi che come conseguente numero di soggetti in quarantena; dall’analisi dei casi legati a focolai scolastici nell’area metropolitana di Bari si evince come la scuola - viene sottolineato - sia stato effettivamente un incubatore di infezione e come il contagio si sia propagato progressivamente dagli studenti al personale scolastico".

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