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Lunedì, 15 Agosto 2022
Attualità Murat / Piazza Umberto I

La parata arcobaleno del Bari Pride attraversa le strade del centro: "Le nostre voci in piazza contro l'odio, per i diritti"

Il ritorno della sfilata dopo due anni di stop: il corteo partito da piazza Umberto per raggiungere largo Giannella, sul lungomare

Da piazza Umberto a largo Giannella, sul lungomare: la parata arcobaleno del Bari Pride torna, dopo due anni, a colorare le strade del centro cittadino. Numerosi i partecipanti alla manifestazione in programma questo pomeriggio: un corteo contro l'odio e le discriminazioni, per i diritti Lgbt e di tutti.

“Portiamo in piazza le nostre voci, contro un blocco di odio che ci vorrebbe in silenzio e ai margini. Alla vergogna degli applausi per l’affossamento del DDL Zan di ottobre, vogliamo che si risponda in un solo modo: con l’approvazione, integrale, della legge regionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia”, spiega Asia Iurlo, portavoce del Bari Pride “Un testo scritto con le organizzazioni di questo territorio, che parla di come poter tutelare i diritti oggi in Puglia: lavoro, welfare, salute, e poi il contrasto alle discriminazioni e la formazione sul benessere sessuale nelle scuole. Nella scorsa legislatura non è stato approvato: oggi, ripresentato in autunno dai consiglieri Metallo e Paolicelli, chiediamo al consiglio regionale di dargli la stessa fiducia che già tutta la cittadinanza gli dà.”

Bari Pride 2022: le immagini della parata in centro

“Quando parliamo di diritti LGBTQIA+, parliamo di elementi concreti che incidono nella vita di tante e tanti. Ad oggi le persone Trans, per effetto di una legge obsoleta (la 164 del 1982, che regola i percorsi di affermazione di genere) nonché per i tanti pregiudizi che insistono nella società, hanno enormi difficoltà ad autodeterminarsi e vedere realmente affermati i propri diritti”, dichiara Leoluca Armigero, portavoce Bari Pride. “Se non siamo riconosciuti per la nostra identità, nessuno dei nostri bisogni come esseri umani può trovare una risposta: per questo vogliamo che a livello cittadino possiamo dotarci di strumenti per l’affermazione di genere, simili alle identità alias già in uso negli atenei ed in alcune scuole, che ci permettano, ad esempio, di salire su un autobus con un abbonamento che riporta il nostro nome e non uno che non ci appartiene.”

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