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"Giù le mani da Costa Ripagnola", sit-in davanti alla sede del Consiglio regionale

La manifestazione di alcuni esponenti dei comitati contrari alla realizzazione della struttura alberghiera in progetto tra Cozze e Polignano, in concomitanza con l'insediamento della conferenza dei servizi per l'istituzione del parco protetto

"Giù le mani dalla costa dei Trulli. Salviamo Ripagnola": è il messaggio esposto questo pomeriggio nel corso di un sit-in organizzato davanti alla sede del Consiglio regionale in via Gentile, da alcuni esponenti dei comitati che si oppongono al progetto di una 'struttura alberghiera diffusa' a costa Ripagnola, tra Polignano e Cozze. L'iniziativa si è svolta in contemporanea con la riunione, convocata presso la sede di via Gentile, per l'insediamento della conferenza dei servizi che dovrebbe portare alla nascita del parco naturale regionale "Parco costiero di Polignano a Mare", situato appunto tra Costa Ripagnola e Lama Incina.

Centrodestra: "Parco non sia espediente per invertire una rotta definita"

Intanto in mattinata sulla vicenda di Costa Ripagnola sono intervenuti in conferenza stampa i consiglieri regionali del centrodestra. "La scelta di accelerare le procedure per la realizzazione del Parco costiero nell’area di Polignano a mare, ha il sapore sospetto di un espediente per impedire la realizzazione dell’ecovillage a confine con Cozze", affermano Ignazio Zullo, Giannicola De Leonardis, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini. "Il Parco naturale di Costa Ripagnola deve essere un’opportunità non una ‘punizione’ per il territorio” – hanno continuato – Emiliano non può cambiare idea smentendo il minuzioso lavoro di autorizzazioni svolto dagli uffici compenti: si configura così, oltretutto una fastidiosa ingerenza della politica sulla burocrazia”. "L’assessore Pisicchio - hanno ricordato gli esponenti del centrodestra - non più tardi di un mese fa, aveva affermato che l’impatto del progetto sarebbe stato nullo, la ristrutturazione dei trulli avrebbe difeso quei luoghi dal degrado e sarebbe stata salvaguardata la macchia mediterranea. Zullo ha spiegato che non c’è contrarietà alla realizzazione del Parco e non esiste nessuna difesa di iniziative private, il tema è quello del rispetto delle regole e delle leggi. “La retromarcia di Emiliano e la frettolosa iniziativa sul Parco, portano a sospettare che la legittima nascita di una area protetta possa vere un intento punitivo e non costruttivo”. Secondo Zullo, per realizzare il Parco è necessaria la giusta concertazione e partecipazione del territorio e questo non confligge con la realizzazione di un’opera che ha tutte le carte in regola per essere realizzata. La Puglia ha bisogno di investimenti ha detto Ventola: “di credibilità e serietà e laddove esistono già le autorizzazioni, Emiliano non le può mettere in discussione, perché la politica ha il compito di programmare e controllare. Abbiamo adesso ben chiaro il concetto che questo Governo, fra le altre cose, non conosce bene il territorio”. Per De Leonardis si tratta del solito comportamento schizofrenico di Emiliano che smentisce quanto fatto dalla sua Giunta: “un ennesimo pasticcio di una amministrazione senza un senso, che vice alla giornata senza obiettivi”. Renato Perrini ha manifestato le sue preoccupazioni per una Regione che sta perdendo appeal. “Una regione nella quale mancano investimenti, ed esiste la paura di investire per questi comportamenti del presidente – ha detto.  “Se guardiamo i dati di quest’anno sui flussi turistici in Puglia, sono davvero preoccupanti per il calo significativo delle presenze” – ha concluso Perrini. 
 

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