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Domenica, 22 Maggio 2022
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"Negli ospedali pugliesi solo con Green pass": associazione presenta esposto

Secondo i promotori della denuncia la disposizione determinerebbe una "illegittima e inammissibile preclusione all'accesso dei servizi in danno di tutti i pazienti che non hanno aderito alla campagna"

Alcuni cittadini della provincia di Bari hanno presentato un esposto chiedendo che venga verificato "se le limitazioni segnalate presso alcune strutture ospedaliere della Asl Bari possano eventualmente avere già determinato delle responsabilità penalmente rilevanti". Lo riporta l'Ansa. 

Il riferimento è alla disposizione adottata da tutti gli ospedali e ambulatori in Puglia secondo la quale per sottoporsi ad esami e visite, non in urgenza, il paziente e l'eventuale accompagnatore devono essere in possesso del super green pass o, in alternativa, devono aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti

Il provvedimento, chiarisce l'Asl Bari all'Ansa, non riguarda solo le strutture della provincia di Bari, bensì di tutta la regione: la disposizione, infatti, è contenuta dalla circolare regionale 131 del 6 gennaio 2022. L'esposto è stato presentato da alcuni cittadini di Monopoli (Bari) che si sono rivolti all'associazione 'Colibrì Puglia'. "Stiamo ricevendo in queste ore - spiega l'associazione - delle segnalazioni di utenti di servizi ospedalieri del territorio della Asl Bari che testimoniano alcune gravi ed ingiustificate preclusioni all'accesso alle strutture sanitarie del territorio, comunicate anche in forma pubblica dai relativi responsabili delle strutture".

"In particolare", riferisce l'associazione, "all'ingresso del presidio ospedaliero di Monopoli, all'ingresso del servizio Cup, nonché all'ingresso dei vari reparti" campeggerebbe "un cartello con un avviso rivolto a tutti i pazienti a cui viene chiesto di esibire il super green pass. Tale prescrizione non appare conforme alla normativa vigente". Secondo l'associazione, imporre l'esibizione del certificato verde determina "una inammissibile ed illegittima preclusione dell'accesso ai servizi in danno di tutti i pazienti che non hanno aderito alla campagna vaccinale anti Covid-19 o che non abbiano effettuato la terza dose, ledendo in misura inaccettabile il diritto alla salute".

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