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Riapertura discoteche dall'11 febbraio, i gestori: "In pochi lo faranno, troppi problemi, se ne riparla il 21"

Nicola Pertuso, titolare del Jubilee beache presidente regionale del Sindacato italiano dei locali da ballo di Confcommercio: "Pochi giorni per organizzare e cosi elevati, alcuni non riaprono più"

“Dei nostri associati questo fine settimana non aprirà nessuno, tra la prossima e il 21 febbraio si tornerà a lavorare, ma sempre in maniera contingentata, magari con una serata a settimana”. Venerdì 11 febbraio potranno riaprire le discoteche. Lo ha stabilito l’ultimo decreto del governo sulle misure antiCovid. Ma tra Bari e provincia difficilmente luci e casse a centro pista torneranno a illuminare e a far ballare a ritmo di musica. Lo conferma Nicola Pertuso, titolare del Jubilee beach, nota discoteca sul litorale che unisce Bisceglie e Molfetta, e presidente regionale del Silb, il Sindacato italiano dei locali da ballo di Confcommercio. “Non riapre nessuno dei grandi locali autorizzati – aggiunge – dal Divinae follie all’Autodromo, dal Demodè al  Jubilee, il mio, saremo chiusi perché è difficile far ripartire la macchina organizzativa in pochi giorni. Molti non riapriranno più  o comunque lo faranno una volta ogni tanto per gli eventi più importanti. Di certo nessuno lo farà per San Valentino o per le serate di carnevale”,

Le regole prevedono l’accesso solo ha chi ha il super green pass, vale a dire chi ha la terza dose di vaccino o è guarito dalla malattia. La capienza è limitata al 50 per cento per i locali a chiuso (si passa al 75 per quelli all’aperto). Si potrà ballare a due metri di distanza, anche senza mascherina, ma bisognerà indossarla lontano dalla pista.

“Sono aumentati i prezzi di tutto – sottolinea ancora Pertuso  -, soprattutto quelli dell’energia elettrica e degli alcolici. Fare un business plan è diventato molto più complicato, per questo prima di riaprire i gestori ci pensano su un bel po’. La situazione è dura, soprattutto per chi ha in arretrato locazioni e utenze. Col governo Conte avevamo avuto il credito di imposta che ci ha permesso di recuperare dei costi, ora non più eppure quei costi continuano a lievitare. Bisogna tenere presente che nessuno, o quasi, dei gestori è proprietario degli immobili. Abbiamo richiesto a livello nazionale un intervento sulle utenze elettriche al governo e stiamo provando a prolungare la cassa integrazione per i nostri dipendenti. Non quella Covid scaduta in dicembre ma quella integrativa per la riduzione dei fatturati, almeno per riuscire a  mantenere i dipendenti fissi che abbiamo, garantendo loro un minio di busta paga”.

Il calo dei contagi sembrerebbe però portare verso il superamento del picco della pandemia e a una gestione garantita e precisa della situazione, con aperture sempre più consolidate. Un aspetto che però andrà a affrontato ancora è quello della sicurezza, dopo una serie di episodi preoccupanti dentro e fuori i club del territorio, l’ultimo quello che ha visto l’arresto di un 45enne ritenuto vicino al gruppo criminale degli Strisciuglio per i colpi di pistola sparati la notte tra sabato 13 e domenica 14 novembre contro un addetto alla sicurezza.

“Terminato questo periodo della pandemia che va verso oramai la condizione del divenire endemica – spiega ancora Pertuso - potremo riunirci con le prefetture e i rappresentanti delle forze di polizia per ripristinare i termini del protocollo in vigore fino a tre anni fa e la cabina di regia utile a prevenire fatti che rischiano di mettere a repentaglio l’incolumità degli ospiti e di chi lavora, oltre che il nostro lavoro”.

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