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Ritorno della scuola in presenza, l'avvertimento di Chironna: "Quale prezzo siamo disposti a pagare

"Il virus continuerà a fare il suo mestiere: contagiare e lo fa e continuerà a farlo benissimo" spiega la responsabile del laboratorio anti covid del Policlinico di Bari 

"Allo stato attuale, non abbiamo vaccini per bambini e ragazzi. Quindi il virus può continuare a circolare tranquillamente tra bambini e ragazzi perchè, se non ci sono barriere, il virus continuerà a fare il suo mestiere: contagiare e lo fa e continuerà a farlo benissimo. Quale prezzo, dunque, siamo disposti a pagare in termine di contagi, casi gravi e decessi per mantenere la didattica in presenza? È questa la vera domanda": ad affermarlo, su facebook, è Maria Chironna, responsabile del laboratorio anti covid del Policlinico di Bari all'indomani della ordinanza firmata dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che dispone la didattica integrata digitale per le scuole pugliesi a partire da domani e fino al prossimo 30 aprile.

Per tornare alla didattica in presenza, spiega a dottoressa, eè necessario "assicurare un testing e uno screening continuo a livello delle scuole, un contact tracing adeguato ed efficace per spegnere sul nascere tutti i possibili focolai epidemici, un distanziamento fisico idoneo e un uso costante e corretto di mascherine per garantire che la variante inglese, molto più contagiosa e diffusibile, non possa facilmente 'saltare' da un soggetto a un altro, una adeguata ventilazione delle aule, un sistema di trasporto efficiente, adeguato e continuo che garantisca condizioni di sicurezza dei ragazzi e dei lavoratori del mondo della scuola, evitare assembramenti all'ingresso e fuori della scuola. Si obietterà che si è all'esterno, all'aria aperta, e il rischio di contagio eèestremamente basso e avere un Rt significativamente sotto 1 o tassi di incidenza dei contagi molto bassi".

Per Chironna serve "una riflessione seria e pacata, senza estremismi e senza pregiudizi per decidere cosa è meglio fare per tutelare la salute fisica e psicologica di bambini e ragazzi. Non dobbiamo scegliere. Non è possibile. Bisogna decidere ora cosa è più giusto fare, invece, per tutelare la salute collettiva. Perchè questa viene prima di ogni cosa. Si converrà", conclude Chironna.

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