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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Emergenza lavoro nel Barese, l'arcivescovo Satriano: "Rischio bomba sociale"

In una lettera il vescovo di Bari-Bitonto interviene per esprimere "vicinanza ai lavoratori" e lanciare un appello rivolto a istituzioni e imprenditori: "Serve una rivisitazione concordata delle prospettive di lavoro e aziendali"

Annunci di esuberi, licenziamenti, tavoli di crisi aziendali: una "situazione allarmante", quella del lavoro nel Barese, come denunciato sabato scorso dai sindacati scesi in piazza, su cui interviene in una lettera anche l'arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano.

"Destano particolare attenzione - scrive monsignor Satriano - la messa in discussione di circa 700 posti di lavoro presso la Bosch, seconda azienda in Puglia per ordine di grandezza dopo l’ILVA, e gli esuberi dichiarati dalla Magneti Marelli e dalla Baritech". "Quanto accade - sottolinea il vescovo - denuncia il rischio di un’autentica bomba sociale. «Ci sono regole economiche che sono risultate efficaci per la crescita, ma non altrettanto per lo sviluppo umano integrale», afferma il Papa nell’Enciclica Fratelli tutti. È interesse dell’intera società camminare insieme affinché, attraverso il raggiungimento del bene comune (e cioè del bene di tutti), si possa giungere all’armonico sviluppo delle più profonde esigenze umane: prima fra tutti il lavoro".

Nell'esprimere vicinanza ai lavoratori e "a quanti, fortemente preoccupati per la possibile perdita di numerosi posti di lavoro, si vanno adoperando ai tavoli di crisi recentemente apertisi", il vescovo ricorda anche il recente discorso di insediamento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che "ha più volte richiamato un punto centrale caro alla Costituzione: il rispetto della dignità umana, declinata nelle varie realtà del Paese".

"Ci ritroviamo - scrive ancora l'arcivescovo di Bari-Bitonto - in un mondo che corre senza un orizzonte comune. I continui progressi della tecnologia spesso non corrispondono a una sempre maggiore equità e inclusione sociale. A livello centrale, nel nostro Governo, sembra essere assente il dibattito sul lavoro al Sud, mentre qui si continua a veder minacciato il proprio impiego e prolifera il lavoro nero".

Quindi l'appello a trovare un orizzonte dell'agire ispirato al bene comune: "La sofferenza dell’incertezza per il proprio futuro, che attraversa la vita di molte famiglie del nostro territorio, trova vicino il cuore di questa Chiesa che desidera far giungere a lavoratori, imprenditori e uomini di governo il proprio appello affinché si possa realizzare una rivisitazione concordata e concertata delle prospettive lavorative e aziendali, garantendo per tutti un equo e degno riconoscimento delle legittime aspettative. Siamo certi che, quando la dignità dell’uomo viene rispettata insieme ai suoi diritti, si possono dispiegare fattori innovativi, capaci di intraprendenza e profumati di bene comune".

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