Venerdì, 30 Luglio 2021
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"Occorre un patto tra Stato e cittadini": Decaro preoccupato dalle tensioni sociali dopo il nuovo dpcm

Il presidente dell'Anci è intervenuto sulle misure emanate dal Governo Conte: "Faremo il possibile per spegnere reazioni violente"

"Nelle prossime settimane rischiamo di assistere ad un ampliamento della frattura sociale di cui già si intravedono le prime avvisaglie. Oggi abbiamo più paura del futuro che del virus". Il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, interviene sulle misure imposte dal nuovo dpcm del Governo, rimarcando che "i sindaci ne tengono conto e faranno tutto quanto è possibile per mantenere unite le comunità e per spegnere possibili reazioni violente a una situazione tanto difficile".

E aggiunge che i sindaci "si aspettano che lo Stato faccia seguire alle promesse azioni concrete e tempestive: ristori immediati e automatici a fondo perduto, cassa integrazione e riduzione di imposte e affitti per le categorie colpite dalle restrizioni".

In relazione al nuovo dpcm, Decaro spiega che "in queste ore, consapevoli di essere nel pieno di una emergenza che necessita di risposte straordinarie, tutte le istituzioni hanno un dovere: essere istituzioni e assumersi la responsabilità delle decisioni e delle azioni. Con l'obiettivo della tenuta del Paese. Ma l'unico modo perché la risposta straordinaria funzioni è saldare un patto tra Stato e cittadini". "Ai sacrifici chiesti alla popolazione - aggiunge - devono corrispondere certezze da parte dello Stato: ristoro concreto e immediato a chi chiude senza lungaggini burocratiche. All'impegno dello Stato deve corrispondere il senso di responsabilità dei cittadini: rispettare le regole - conclude - e limitare i contatti per contribuire a frenare il contagio".

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