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Una delle slide presentate durante la lezione

Una delle slide presentate durante la lezione

"Il processo decisionale delle donne è condizionato dall'emotività": bufera sul docente di Medicina per la lezione sessista

La denuncia di Link Bari, che spiega come Donato Mitola, docente di bioetica e filosofia morale, avrebbe giustificato così l'idea che i giudici non debbano essere donne

"Giudici donne non dovrebbero esserci, perché giudicare significa essere imparziali". La frase sessista - contenuta nella slide che sarebbe stata proiettata durante una videolezione da Donato Mitola, docente di bioetica e filosofia morale della Scuola di Medicina di Bari - ha scatenato non poche polemiche tra gli studenti universitari. A denunciarlo è l'associazione Link Bari, ricordando che "queste aberranti parole erano accompagnate da slides dove sosteneva che il giudizio delle donne fosse condizionato a causa della loro innata ed esagerata sensibilità ed emotività". L'accusa di sessismo degli studenti si accompagna a un video, in cui si sente il docente assumere posizione antiabortiste durante una videolezione su Zoom. 

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"Per l’ennesima volta il nostro corso di laurea è stato teatro di un episodio sessista e misogino, ma stavolta per mano di colui che, per la materia che insegna, ha il dovere morale di guidare gli studenti nell’analisi razionale dei problemi morali affinché il progresso avvenga nel rispetto di ogni persona umana e della sua dignità - spiega Noemi Sassanelli, rappresentante di Link Medicina Bari - Non solo, questo episodio vergognoso si è verificato all'interno di un corso di laurea che conta un'elevatissima percentuale di popolazione femminile, la cui figura e futuro professionale sono state svilite in modo inaccettabile e ingiusto". Diversi studenti hanno chiesto quindi il licenziamento del docente, richiesta formalizzata in una nota rivolta al rettore da Serenella Molendini, consigliera nazionale Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni.

"Gli studenti e le studentesse hanno il diritto di ricevere una formazione critica verso l’esistente ma allo stesso tempo libera da discriminazioni e pregiudizi che da secoli ledono la figura della donna in ogni ambito. Non resteremo in silenzio: fuori il sessismo dalla nostra Università!" concludono da Link.

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