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"Nessuno spazio" per il deposito nazionale di rifiuti radioattivi, il netto 'no' del Parco Alta Murgia: "Qui zona di tutela di habitat e specie protette"

L'opposizione dell'ente all'inserimento di Gravina e Altamura tra le aree potenzialmente idonee a ospitare il sito di smaltimento: "In un Parco candidato a Geoparco Unesco non c’è spazio per rifiuti potenzialmente dannosi". Numerose le reazioni dal mondo della politica

"Non siamo e non saremo favorevoli a smaltire rifiuti nucleari nell’Alta Murgia. Il nostro è un Parco nazionale compreso in una ZSC, una Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000 volta a tutelare gli habitat e le specie protette. Il suo patrimonio naturalistico, geologico, culturale ed enogastronomico è incompatibile con il deposito di materiale radioattivo". Così, in una nota, il presidente del Parco dell’Alta Murgia, Francesco Tarantini, commenta l'inserimento dei territori di Gravina e Altamura nella mappa delle aree potenzialmente idonee a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani elaborata dalla Sogin. 

"Resta discutibile se non insensata - ha aggiunto successivamente Tarantini - la scelta di collocare un deposito di rifiuti radioattivi in un territorio votato all'agricoltura e alla pastorizia come la Murgia. E non fa differenza il fatto che dovrebbe materializzarsi a pochi km fuori dal perimetro del Parco. I territori di Gravina e Altamura, con il loro scommettere su un turismo enogastronomico e sostenibile, sono i meno adatti a ospitarlo".

"Stiamo già convocando i Sindaci della Comunità del Parco per definire, in modo trasparente, partecipato e condiviso, le osservazioni da presentare al Governo entro i prossimi sessanta giorni - annuncia Tarantini - Nell’agenda del nuovo anno, lo abbiamo sottolineato nei giorni scorsi, trovano posto la tutela della biodiversità, la fruibilità del territorio e la promozione del suo patrimonio geologico. In un Parco candidato a Geoparco Unesco non c’è spazio per rifiuti potenzialmente dannosi".

Le reazioni del mondo istituzionale e politico

La notizia dell'inserimento del territorio murgiano nella mappa Cnapi ha provocato numerose reazioni nel mondo istituzionale e politico: i primi a ribadire il proprio no all'ipotesi sono stati i sindaci di Altamura e Gravina, seguiti dal presidente della Regione Emiliano.

"Sulla pelle degli abitanti della Murgia e del suo territorio bruciano ancora le ferite della discarica di contrada le Lamie o dei residui delle esercitazioni militari - commenta in una nota il consigliere regionale Pd, Francesco Paolicelli - Anche per questo motivo la pubblicazione della lista delle possibili zone in cui l'Italia dovrà ubicare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede indicati i comuni di Altamura e Gravina come potenziali siti destinatari, ci lascia non solo perplessi ma addirittura sgomenti. La sola idea di un potenziale sito di quel tipo in un territorio che ha basato su un modello di sviluppo ecologico e sostenibile le prospettive di benessere e di crescita economica e sociale, appare alquanto paradossale. Da un lato si promuovono le produzioni tipiche con il riconoscimento di prodotti DOP e l'appeal turistico del parco dell'Alta Murgia dall'altro si persevera con logiche vecchie e irrispettose dell'ambiente e delle vocazioni dei territori e delle comunità. Manifesterò in tutte le sedi locali, regionali e nazionali il mio profondo e convinto dissenso a questa localizzazione che pregiudica irrimediabilmente il futuro di un territorio.  La Murgia ha già dato e purtroppo attende ancora soluzioni risarcitorie dal punto di vista ambientale". 

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia (Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini, Francesco Ventola e il capogruppo Ignazio Zullo) di una mozione che impegni il governo regionale contro l’individuazione dei tre siti pugliesi per il deposito di scorie nucleari: "Il presidente Michele Emiliano, la sua giunta e la sua maggioranza di centrosinistra non perdano tempo (soprattutto in comunicati stampa che, visto il ruolo ricoperto, trovano il tempo che trovano!): ci sono 60 giorni di tempo per far cambiare idea al Governo. Per altro, in poco tempo il premier Giuseppe Conte, tanto amico di Emiliano, prima ci ripropone le Trivelle e ora pure il deposito di scorie nucleari… ci sarebbe da dire: bell’amico! Le osservazioni politico-amministrative per evitare lo scempio al nostro territorio ci sono tutte: Gravina e Altamura sono nel Parco dell’Alta Murgia, a vocazione turistica e agricola. Ancora di più Laterza inserita nel Parco Terra delle Gravine, con l’Oasi di protezione della fauna gestita dalla Lipu. Per questo Fratelli d’Italia ha presentato una mozione urgente per impegnare con il voto, speriamo di tutto il Consiglio regionale, il presidente Emiliano e tutti gli assessori ad attivarsi per impedire che quanto scritto sulla carta si trasformi in realtà sfregiando parti del territorio pugliese fra i più caratteristici".

"A scegliere se il sito di smaltimento rifiuti nucleari debba essere realizzato o no ad Altamura siano i suoi cittadini. Con i consiglieri comunali della Lega Onofrio Gallo e Giandomenico Marroccoli, e con il segretario cittadino, Lillino Colonna, avvieremo immediatamente una campagna di sensibilizzazione presso la cittadinanza affinché siano gli Altamurani a decidere. In tema di rifiuti, Altamura ha già dato. Il territorio ha bisogno di infrastrutture, di sviluppo economico legato anche all'agricoltura e al turismo, non ai rifiuti nucleari. M5s e Pd non possono imporre nulla ai territori senza condivisione, soprattutto su temi molto sentiti dai cittadini di Altamura. Non contestiamo l'idea del deposito in sé, necessaria ed attesa da anni, ma il metodo. Contro le imposizioni e la mancanza di informazioni chiare da parte dei ministri grillini Patuanelli e Costa i cittadini sono pronti alle barricate", commenta il deputato pugliese della Lega, Rossano Sasso.

"Non ci sono presupposti di alcuna natura per ospitare rifiuti radioattivi nel nostro territorio", afferma la senatrice Angela Bruna Piarulli del Movimento 5 stelle. Fra le motivazioni del «no» addotte dalla parlamentare, "il fatto che il sito rientri nel Parco dell'Alta Murgia - ricorda Piarulli -, circostanza che automaticamente dovrebbe escludere qualsiasi ipotesi di questo tipo soprattutto in considerazione del fatto che, per lo stesso motivo, è stata già fortemente ridimensionata, se non paralizzata, la coltivazione di cave di pietra proprio perché il territorio è fortemente soggetto a tutela paesaggistica".
 

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