Ipotesi deposito scorie radioattive in Puglia, il M5S: "Nessuna decisione dall'alto ma la regione ha già pagato prezzo alto per l'ambiente"

La nota della senatrice Patty L'Abbate e del vicepresidente del Consiglio regionale, Cristian Casili: ""Le comunità locali - affermano - potranno presentare le osservazioni e la Puglia, con la sua forte vocazione turistica, è chiamata a farlo più delle altre"

"Sui territori non ricadrà alcuna decisione imposta dall'alto, ma tutto avverrà con la massima partecipazione dei cittadini e con la condivisione del territorio interessato" ma  "la Puglia e la Basilicata" hanno "già pagato allo Stato un prezzo altissimo in termini ambientali e di sostenibilità e non farò mancare l’appoggio alla mia terra in sede decisionale": ad affermarlo, in una nota, la senatrice M5S Patty L'Abbate e il vicepresidente pentastellato del Consiglio regionale pugliese, Cristian Casili, intervenuti sull'insergimento di alcune località del Barese e del Tarantino nella lista dei 67 ipotetici siti italiani del Deposito Nazionale di scorie radioattive.

"Le comunità locali - affermano - potranno presentare le osservazioni e la Puglia, con la sua forte vocazione turistica, è chiamata a farlo più delle altre. È lapalissiano il cambio di metodo rispetto al passato, quando nel 2003 si è cercato di imporre lo stoccaggio delle scorie nucleari nella vicina Scanzano Jonico. Per quanto riguarda la Puglia e la Basilicata, le zone evidenziate dalla mappa si trovano fra i comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Matera, Laterza, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso. Molte di loro sono considerate aree sismiche e il Parco dell’alta Murgia, sito fra Gravina Altamura e Laterza, è candidato a Geoparco Unesco ed è compreso in una zona speciale di conservazione della 'Rete Natura 2000' volta a tutelare gli habitat e le specie protette"-

"Comprendo la mobilitazione dei Sindac - dice L'Abbate -  in prima linea per tutelare la salute dei propri cittadini e del territorio -prosegue L’Abbate - ma le paure sono state innescate da notizie poco chiare e da falsi allarmi. E la sindrome di “Nimby”, (not in my back yard) cioè non nel mio giardino, ha fatto da padron. Sono rifiuti italiani e non possiamo continuare a portarli all’estero. Non possiamo farlo perché non è etico, perché i rifiuti e le scorie non devono viaggiare, perché supportiamo dei costi importanti per smaltirli all’estero e perché se entro il 2025 non avviamo il nostro deposito nazionale saremo sotto infrazione per la comunità europea".

"La Puglia ha deciso di cambiare marcia - spiega invece il vice Presidente della Consiglio regionale pugliese Cristian Casilli (M5S) – e sicuramente ci rassicura, almeno in parte, che i siti pugliesi non siano tra le aree nazionali più idonee tra quelle individuate dalla Sogin (Società gestione impianti nucleari) che ha il compito di scegliere la localizzazione definitiva e costruire l’impianto. Siamo fiduciosi che il percorso che porterà alla decisione definitiva del sito terrà presente del conto, in termini di impatti ambientali, già pagato dal nostro territorio e della sua vocazione agricola e turistica. In caso contrario siamo pronti a difendere gli interessi della Puglia".

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