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Altamura e Gravina tra le 'candidate' per ospitare il Deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Sindaci in rivolta: "No secco"

Nella carta elaborata dalla Sogin (Società gestione impianti nucleari) e pubblicata in queste ore, il territorio murgiano compare tra le 67 aree individuate a livello nazionale come adatte ad ospitare il deposito. Melodia e Valente: "Nostra contrarietà già espressa nel 2016"

Ci sono anche tre Comuni pugliesi (Altamura, Gravina e Laterza) tra le 67 aree, in tutta Italia, ritenute idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. E' quanto indicato nella Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee elaborata dalla Società gestione impianti nucleari (Sogin) che individua le zone dove localizzare in Italia il Deposito che dovrà contenere in sicurezza le scorie del nostro paese. Nella carta, a ciascun potenziale sito individuato viene assegnato un punteggio e un colore, in base alle condizioni tecniche più idonee per la costruzione del deposito. Tra Puglia e Basilicata, le aree indicate in 'zona verde' (ovvero quelle la cui candidatura è più favorevole) sono sei (Comuni di Altamura, Matera, Laterza e Gravina di Puglia).

Deposito nucleare, che cosa prevede il progetto

Con il via libera alla Carta, "parte la fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all'esito della quale si terrà, nell'arco dei quattro mesi successivi il seminario nazionale". Sarà questo "l'avvio del dibattito pubblico vero e proprio - spiega il ministero dell'Ambiente - che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere". Il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un'area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco, come spiega il ministero dell'Ambiente. Il deposito avrà "una struttura a matrioska"; all'interno ci saranno "90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle", in cui "verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all'interno i rifiuti radioattivi già condizionati". In totale saranno "circa 78mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività" a essere ospitati. L'investimento complessivo è di circa 900 milioni di euro e si stima che genererà oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). 

Il 'no' dei sindaci di Altamura e Gravina

La pubblicazione del documento ha suscitato l'immediata reazione dei sindaci dei Comuni baresi interessati. "Apprendiamo tutti dalla stampa, oggi, che Gravina, insieme ad altri Comuni del territorio murgiano e del resto d’Italia, tra i quali Altamura, Matera, Irsina, Montescaglioso, Bernalda e Genzano, solo per citarne alcuni, è tra le località ritenute dalla Sogin (e dai ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico) potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani - scrive su Fb il sindaco di Gravina, Alesio Valente - È per noi una doccia gelata: le istituzioni locali sin qui non erano mai state interpellate. Lo saranno, a quanto pare, solo a partire dai prossimi giorni, dopo la pubblicazione ufficiale della mappa dei siti potenziali. Non c’è spazio per trattative o valutazioni - sottolinea Valente - Lo dico subito: la nostra risposta sarà un no secco e fermo. Niente e nessuno può farci cambiare idea rispetto a quella contrarietà già espressa in consiglio comunale nel 2015 e poi ancora nel 2016 insieme ad altri Comuni ragionando in un’ottica territoriale più ampia, perché è chiaro che si tratta di una scelta che riguarda un territorio intero. E poi, in termini ambientali, Gravina e la Murgia hanno già dato: la vocazione di queste nostre aree è agricola e turistica, e non permetteremo che ci trasformino in un cimitero di scorie nucleari. Mai!". A ribadire la netta opposizione alla prospettiva di realizzazione del deposito nel territorio murgiano è anche la sindaca di Altamura, Rosa Melodia: "Già il 14 gennaio 2016 i consigli comunali congiunti dei comuni di Altamura, Poggiorsini, Spinazzola, Irsina, Santeramo in colle, Gravina in Puglia e Matera adottarono con delibera un ordine del giorno in cui si chiedeva  alla Regione Puglia e alla Regione Basilicata, al presidente del Consiglio dei Ministri, I Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico di "dichiarare le aree del territorio regionali e dei comuni interessati NON DISPONIBILI alla localizzazione del deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico". Non ci lasceremo trascinare con rassegnazione in questa situazione".

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