Lunedì, 2 Agosto 2021
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Allarme sulla dotazione di psicologi delle Asl. L'ex direttore SerD di Bari: "La politica non crei conflitti, serve la sanatoria"

L'unica azienda sanitaria ad aver espletato il concorso è quella di Taranto, ma ora gli idonei vogliono essere assunti a bari, dove sono in servizio 51 professionisti precari in media da cinque anni: "Garantiamo la continuità terapeutica"

"La politica non deve dividere le piccole comunità in base agli specifici interessi del momento. Deve risolvere i conflitti non  alimentarli". Antonello Taranto è da pochi giorni un pensionato. Negli ultimi anni ha diretto il dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl di Bari. Da semplice e libero cittadino – così preferisce descrivere la sua posizione – denuncia quanto sta avvenendo all’interno delle Asl pugliesi e la dotazione degli psicologi. Una situazione che rischia di mettere gli uni contro gli altri, precari con in media 5 anni di servizio da una parte e vincitori e idonei dei concorsi dall’altra. Tutte le aziende sanitarie sono da anni in attesa di bandire o espletare i concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di figure fondamentali per i servizi sociali. Quella di Bari ha bandito il suo nel 2018, ma solo da poco ha nominato la commissione. Ne cerca, secondo i numeri di allora che non contano di turn over e nuove esigenze, otto. Nel frattempo, però, l’unica Asl ad aver completato tutte le procedure di selezione quella di Taranto per quattro professionisti, con una graduatoria di 171. Gli idonei della graduatoria si sono rivolti anche a un legale e sono pronti a far valere i loro interessi affinché le altre Asl, a partire da quella di Bari, attingano dalla graduatoria tarantina. A ciò si aggiunge un intervento del Movimento 5 Stelle che ha chiesto lumi al consiglio dipartimentale sull’espletamento della procedura concorsuale. Di contro, ci sono i gli psicologi che hanno lavorato in questi anni di attesa del concorso con contratti a tempo determinato. Nella sola Asl di Bari se ne contano 51, con una media di 5 anni di servizio.

“Creare una guerra fra psicologi – spiega Taranto- non solo fa male ai professionisti. Fa molto male alle persone fragili che, da quei professionisti, vengono curati. Ecco: fate chiarezza anche sui bisogni di quelle centinaia di persone che, ora, temono di perdere il loro psicologo di riferimento. Si può cambiare da un giorno all'altro il terapeuta di fiducia? Lo psicologo che ha raccolto ed elaborato la tua storia personale per un anno intero può essere sostituito da un altro psicologo? Sappiamo in cosa consiste una relazione psicoterapeutica? Nessuna tecnologia, fino ad oggi, è stata capace di sostituire quel talento personale (l'empatia) che permette allo psicoterapeuta di trasformare una relazione interpersonale in una relazione terapeutica. Quest'ultima svolge la sua azione terapeutica nel corso degli anni, perché le malattie mentali sono, in massima parte, croniche”.

Di mezzo c’è la qualità del servizio e l’empatia tra professionista e paziente. Secondo Taranto la questione andrebbe risolta con una sanatoria attraverso un concorso ad hoc per chi ha prestato il suo servizio per determinati anni nelle strutture pubbliche, il rischio, altrimenti, è quello della carenza delle dotazioni.

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