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Covid, nella rete Caritas è tornata la mensa dedicata a Madre Teresa in piazza Garibaldi: 160 pasti per far fronte alla crisi

Dopo la chiusura durata due anni la cucina di Maria del Santissimo Rosario garantisce due pasti a settimana grazie a una quindicina di volontari e alla confraternita. Don Cutrone: "Prima della pandemia ne bastavano un centinaio"

“Abbiamo dovuto riadeguare i locali alle misure di sicurezza e ristrutturare la cucina, ora divenuta grande ed efficiente, così possiamo far fronte anche a 160 pasti al giorno”. Don Peppino Cutrone è parroco della chiesa Maria del Santissimo Rosario nel cuore di Bari, in piazza Garibaldi. Ospita una delle mense più importante della rete della Caritas diocesana. Inaugurata negli anni ’80 alla presenza di Madre Teresa di Calcutta, di lì il nome dedicato alla suora divenuta santa, è rimasta chiusa per circa due anni per lavori di rifacimento e messa in sicurezza. Da qualche mese è rientrata in attività, grazie ai lavori completati con il finanziamento del bando Urbis e il supporto, non solo di Caritas e Comune ma anche della confraternita parrocchiale, degli stessi parrocchiani e di una quindicina di volontari a rotazione.

“Dall’ospitare un centinaio di persone – racconta don Cutrone – alla nostra riapertura ci ritroviamo a servire in media 15 persone, segno che il bisogno tra la gente è aumentato. Lo dice anche la presenza di tante famiglie e di italiani, che prima erano la minoranza, ora invece la maggioranza di chi chiede aiuto, rispetto a chi viene da altre nazioni”. Il parroco ribadisce l’importanza dell‘intervento della confraternita, della Caritas e del Comune, per garantire i pranzi del martedì e de mercoledì.

“Senza non riusciremmo a far fronte a tante richieste – sottolinea -, mentre prima era sufficiente il contributo dei parrocchiani. Non è facile preparare 150 primi, 150 secondi, dare frutta, pane e acqua a tutti, ma sappiamo de bisogno di chi bussa alla nostra mensa. Con i lavori di ristrutturazione abbiamo anche potuto migliorare e ampliare i nostri spazi interni che possono ospitare fino a 150 persone anche se per ora si va avanti per le misure di sicurezza antiCovid con i lunch box distribuiti all’esterno”. Anche l’assessora comunale ai Servizi sociali, Francesca Bottlaico, ha voluto far visita alla struttura appena rilanciata

“Ho voluto incontrare lo staff dei volontari e il responsabile del servizio, don Cutrone, per ringraziarli personalmente del lavoro prezioso che svolgono – ha spiegato Bottalico -. Parliamo di un numero impressionante di famiglie, uomini e donne che purtroppo non accenna a diminuire anche per effetto della pandemia che da oltre un anno ha paralizzato il nostro Paese e il mondo intero. Lo stesso impegno straordinario profuso dalle istituzioni dall’inizio della pandemia non sarebbe stato comunque sufficiente a fronteggiare la situazione se al nostro fianco non avessimo avuto quell’esercito di volontari che ogni giorno sceglie di donare il proprio tempo e le proprie energie a chi ne ha più bisogno”.

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