Il Ponte dell'Acquedotto a Gravina in cima alla classifica tra ''Luoghi del Cuore'' del Fai

In Puglia sono moltissimi i luoghi candidati e al secondo posto spicca il Ponte della Gravina o Ponte dell'Acquedotto, un 'importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente Gravina

©Foto FAI Centonze

Prosegue la marcia del X censimento nazionale "I Luoghi del Cuore" che, a meno di 4 mesi e mezzo dal lancio, raggiunge e supera la soglia di 1 milione di voti. Un traguardo importante e un indicatore del successo di questa edizione, visto che i voti sono circa il doppio del censimento 2018 nello stesso periodo. Sono stati infatti sommati ai voti arrivati finora via web - a cui si erano già aggiunti a luglio 60mila voti cartacei - oltre 175mila voti inviati entro l'1 settembre.

Resta saldamente in testa alla classifica il Castello di Sammezzano a Reggello (FI), seguito da un testa a testa tra il Ponte dell'acquedotto a Gravina con 12.203 voti e la ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza che unisce la Liguria e il Piemonte alla Francia. La strada Circumarpiccolo (Taranto) conquista il sesto posto con oltre 10.000 voti, mentre Castel Fiorentino (Torremaggiore, in provincia di Foggia) si piazza al quindicesimo posto con 6000 voti. La chiesa di San Giacomo a Supersano (Lecce) conquista il trentacinquesimo posto con 3573 voti. Seguono al settantacinquesimo posto la chiesa di Maria Santissima della Sanità di Volturara (Foggia) e al settantesettesimo quella della Santissima Annunziata di Rutigliano (Bari).

In Puglia sono moltissimi i luoghi candidati grazie al lavoro delle Delegazioni, dei Gruppi e dei Gruppi FAI Giovani, ma soprattutto dei Comitati spontanei che hanno deciso di sostenere l'iniziativa del Fondo Ambiente Italiano che, a partire dal 2003, si è occupato di 119 progetti in 19 regioni, salvando e restaurando un patrimonio insostituibile lasciato all'incuria e all'abbandono. Non è tutto perché anche la classifica speciale dei Luoghi storici della salute, il tema adottato in questa edizione particolare, vede balzare in testa i giardini dell'Ospedale militare di Taranto, con 4319 voti.

"La Puglia - dichiara il presidente del FAI Puglia Saverio Russo - si conferma ancora una volta molto attiva in questa campagna che nelle passate edizioni ha fatto arrivare alla nostra regione significativi finanziamenti. Il nostro auspicio è che si continui con questo impegno fino a metà dicembre. Intanto grazie ai Comitati spontanei e alla Delegazioni che finora non hanno lesinato sforzi per far conoscere i nostri beni e contribuire a tutelarli e valorizzarli".

Tutte le regioni, a eccezione della Valle d'Aosta, hanno luoghi che hanno superato i 1.000 voti e 84 Beni sono già oltre i 2.000 voti, la soglia minima che permette l'accesso al bando per chiedere il sostegno del FAI. Si può votare fino al 15 dicembre.

Qui la classifica

PONTE DELL'ACQUEDOTTO A GRAVINA

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Il Ponte della Gravina o Ponte dell'Acquedotto è un 'importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente Gravina. Fu costruito per permettere l'attraversamento del Crapo (l'antico nome del torrente Gravina), e consentire ai fedeli di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella. Poco si sa circa la data della sua costruzione. Fonti storiche datano con certezza la sua esistenza almeno al 1686. Probabilmente il ponte, reso instabile dal sisma del 1686, crollò nel terremoto del 1722. Fu quindi la famiglia Orsini di Roma, che si era trasferita nel feudo di Gravina, a ordinare, intorno alla metà del Settecento, la ricostruzione e la trasformazione del ponte in acquedotto, per portare sotto le mura della città le acque delle sorgenti Sant'Angelo e San Giacomo. La struttura sulla quale poggiava la tubatura dell'acqua che collegava le due fontane (pilacci), ancora oggi esistenti ai due lati del ponte, era costituita da 25 archi disposti lungo la spalliera. In seguito all'alluvione dell'agosto del 1855, questi archi furono gravemente danneggiati e, poichè pericolanti, furono sostituiti da una spalliera in tufo. Nel 1860 vennero effettuati interventi di consolidamento e di restauro con la messa in opera di tiranti in ferro e di un selciato rustico di protezione.

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