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Devozione e arte nel nome di San Nicola: l'icona sulle uova di cioccolato del maestro Nicola Giotti

Il pasticcere di Giovinazzo ha realizzato piccoli capolavori con la tecnica dell'aerografo. Tra le sue ultime opere, anche una su don Tonino Bello per la visita del Papa a Molfetta

Tra cacao, arte e devozione, la creatività artigianale può dar vita a piccoli capolavori, nel nome del Santo di Myra. Nicola Giotti,  pasticcere di Giovinazzo, realizza da anni uova di cioccolata decorate, padroneggiando con maestria una speciale tecnica ad aerografo. Per la Festa di San Nicola 2018 ha realizzato tre uova speciali, dedicate proprio al Patrono di Bari: le opere sono state presentate stamattina, durante la conferenza stampa che ha svelato il nuovo Corteo Storico, e quindi regalate agli sponsor della 'Caravella'. Un San Nicola non da mangiare, bensì da custodire ed esporre, come una vera e propria opera d'arte: "Il disegno - spiega Giotti - è stato realizzato con un aerografo a tecnica indiretta speculare lucida. L'aerografia viene effettuata all'interno di uno stampo, per l'appunto in forma speculare rispetto all'immagine di partenza. I colori sono filmocoprenti ad azione molecolare. In pratica il cioccolato fuso assorbe questa immagine come se fosse un tatuaggio, con un imprinting lucidissimo, quasi madreperlato". Per realizzare un singolo uovo possono essere necessarie anche 6 ore di lavoro.

L'uovo in onore del Papa e di don Tonino Bello

L'artista-cioccolatiere si cimenta con questa specialità da ben 8 anni: "Da due - spiega - ho raggiunto buoni livelli, disegnando temi riguardanti favole e narrativa, come Il Piccolo principe, ma anche religiosi. In occasione della visita del Papa a Molfetta ho preparato un uovo con l'immagine di don Tonino Bello". Arte, ma anche devozione: "Sono molto legato a San Nicola - aggiunge Giotti -, non solo perchè porto il suo nome, ma anche per una vicinanza spirituale che coltivo da anni". Abilità frutto dell'impegno che, se non ben conservate, rischiano di sbiadirsi: "L'importante - racconta il maestro pasticcere - è non esporre le uova a una temperatura superiore ai 35 gradi. In casa possono resistere tranquillamente due anni". A patto però di non cadere nella tentazione di mangiarsi un capolavoro.

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