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Martedì, 24 Maggio 2022
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Il presidente della Camera Fico a Bari per l'evento dedicato alla Liberazione: "Ciò che siamo oggi lo dobbiamo a quella lotta"

Al Kursaal la manifestazione in occasione della festa del 25 aprile. Nelle parole della terza carica dello Stato la vicinanza al popolo ucraino: "La pace non significa resa, diritto alla difesa sacrosanto. Mai possibile mettere sullo stesso piano aggrediti e aggressori"

"Questo 25 aprile ha un significato molto particolare e molto importante. Intanto dobbiamo sempre ricordare che la nostra Costituzione e la nostra Repubblica derivano dalla lotta al nazifascismo e la Resistenza ha contribuito in modo determinante e significativo alla liberazione del nostro Paese e quindi tutto ciò che noi oggi siamo lo dobbiamo proprio alla lotta di quel periodo". Così il presidente della Camera, Roberto Fico, oggi a Bari per partecipare all'evento 'La resistenza è un bel futuro', organizzato dalla Regione Puglia, dall’Osservatorio regionale sui neo-fascismi e dal Teatro Pubblico Pugliese, per celebrare e ricordare il 77esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. 

Fico ha preso parte alla manifestazione in programma al teatro Kursaal, cui hanno partecipato, tra gli altri, la Consigliera regionale delegata alle Politiche culturali della Puglia, Grazia Di Bari, la coordinatrice dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, Antonella Morga, il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, il sindaco di Bari e, in collegamento, la senatrice e presidente dell’Istituto Cervi, Albertina Soliani.

Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell'evento, Fico, come riportano Ansa e AdnKronos, ha anche parlato, così come nel corso del suo intervento, della situazione in Ucraina. "La pace non significa resa, la pace va raggiunta ma non significa arrendersi. Quindi oggi ancora di più il popolo ucraino si deve determinare e va rispettato il suo diritto di popolo, di istituzione, il diritto alla difesa, che è un diritto sacrosanto e il Parlamento italiano è vicino al popolo ucraino, alle istituzioni ucraine e a questo diritto". 

Il presidente della Camera, in risposta a un'altra domanda, si è anche soffermato sulle tante discussioni che hanno accompagnato la posizione dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia sulla questione della pace e della guerra: "L'Anpi - ha detto Fico - è un grandissimo patrimonio del nostro Paese, quindi ribadisco la posizione che credo sia giusta: non si può mai, neanche per un solo momento, mettere sullo stesso piano, ma questo vale in generale non per l'Anpi, i diritti di chi è stato aggredito e di chi ha aggredito. A volte io credo che sia anche un po' fuorviante chiamare questa guerra 'guerra', perché in effetti la guerra è fatta tra due parti, invece qui c'è un'aggressione in piena regola".

La mattinata al Kursaal si è aperta con l’esibizione musicale del violinista Fabrizio Signorile con “Il violino di Auschwitz I Stammlager” e si è chiusa con l’esibizione dell’Orchestra giovanile, diretta dal maestro Andrea Gargiulo, di MusicaInGioco, progetto didattico sperimentale ispirato a “El Sistema” di Antonio José Abreu.

La senatrice a vita Liliana Segre ha inviato un messaggio letto sul palco del teatro da una liceale barese: "Il 25 aprile ci ricorda che resistere è necessario, è un dovere, ieri come oggi. Ovunque la giustizia e la dignità vengano attaccate, umiliate, distrutte, ora e sempre resistenza. Questo deve essere lo slogan, il grido che sempre deve accompagnare il nostro atteggiamento verso la guerra".

Durante l’evento di oggi è stato inoltre annunciato il lancio della manifestazione d’interesse per l’attivazione di 11 progetti per la promozione e la valorizzazione dei luoghi della memoria del ’900 e degli archivi storici della Puglia. Questo progetto, è stato spiegato, costituirà il primo passo per la costruzione del Piano biennale, che definirà obiettivi, attuazione degli interventi, e valutazione dei risultati raggiunti. Il tema della ‘memoria’ è così tanto fortemente legato alla vita democratica delle comunità, che il Piano Biennale sarà uno speciale viaggio della memoria, frutto di un lavoro collettivo, una sorta di laboratorio di ricerca. Non bisogna dimenticarsi che distruggere la memoria equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo.
 

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