Domenica, 14 Luglio 2024
Attualità Bitonto

Il bilancio della Fondazione Giovanni XXIII di Bitonto: "Modello efficiente di accoglienza"

Il documento, approvato dal consiglio di amministrazione e dall’assemblea dei soci partecipanti, mette in risalto le peculiarità e la capillare organizzazione dell’Ente

La Fondazione Giovanni XXIII Onlus ha approvato il bilancio consuntivo 2023, tra qualità dei servizi integrati sempre più all’avanguardia e un modello efficiente di accoglienza. Il documento, approvato dal consiglio di amministrazione e dall’assemblea dei soci partecipanti, mette in risalto le peculiarità e la capillare organizzazione dell’Ente che consentono di rispondere in modo sempre più adeguato ai bisogni e alle aspettative degli ospiti e delle loro famiglie. Una programmazione lungimirante e un grande lavoro di responsabilità sociale che nel tempo hanno creato i presupposti operativi e logistici per il miglioramento e la crescita non solo dei servizi, ma anche delle strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie, facendo diventare la Fondazione un vero punto di riferimento dell’intero territorio regionale, per aver raggiunto elevati livelli del “risultato di salute”, con la prospettiva di sviluppare ulteriormente la progettualità per nuove realizzazioni e iniziative future. Anche per il 2024 la Fondazione, coordinata dal direttore generale Nicola Castro, ha ottenuto dalla Regione Puglia il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento istituzionale di tutte le sue strutture.

Alla base degli obiettivi e dei risultati raggiunti c’è "una gestione sana e oculata della Fondazione sotto il profilo economico-finanziario - si legge in una nota -. Il raffronto tra proventi e oneri del 2023, ha fatto registrare un avanzo complessivo di gestione pari a 272mila euro in relazione allo svolgimento delle attività assistenziali, mentre l’avanzo derivante dalle attività di interesse generale (istituzionali) è stato di euro 194mila e quello  frutto delle attività patrimoniali e finanziarie di 78mila euro. La linea adottata dal presidente Giovanni Procacci in perfetta sintonia con gli altri componenti del consiglio di amministrazione sempre vigile e attento nella gestione, è quella di tenere sotto controllo i costi garantendo allo stesso tempo l’efficienza delle strutture e standard qualitativi sempre più elevati dei servizi. In questo modo è possibile continuare ad alzare l’asticella dell’assistenza e delle risposte ai bisogni di anziani e disabili ospiti, reinvestendo l’avanzo di gestione in nuove attività sociali, nella qualità dei servizi e in ulteriori inserimenti a livello occupazionale. Le strutture della Fondazione possono oggi considerarsi al top, avendo raggiunto un alto grado di efficienza e una qualificata reputazione riconosciuta anche a livello nazionale. A conferma di tutto ciò è la lista d’attesa per coloro che fanno richiesta di avere ospitalità e accoglienza nella Rsa. Infatti, l’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale ha ormai raggiunto il 99 per cento della capacità ricettiva dell’intera struttura. Le risorse finanziarie disponibili consentiranno di ampliare, tra le altre cose, la Rsa e di ridare nuova linfa all’asilo 'Santa Lucia' ".

La Residenza sanitaria assistenziale per anziani non autosufficienti, con i suoi 115 posti letto di cui 24 destinati ai malati di Alzheimer, "è un centro ultramoderno dove l’assistenza fa rima con solidarietà umana e cristiana" prosegue la nota. "La credibilità - si legge ancora - e la professionalità della struttura e del personale sono cresciute in maniera esponenziale, andando oltre i confini del territorio cittadino. Stesso discorso vale per la Rsa dove vengono ospitati i disabili gravi. L’organico è aumentato di 3 unità lavorative, nel pieno rispetto di un’avveduta programmazione occupazionale, da sempre uno dei fiori all’occhiello dell’Ente

Anche il Centro diurno integrato per non autosufficienti mantiene i suoi standard qualitativi elevati, dove sono accolte e seguite quotidianamente (dalle 9 alle 17) persone colpite dal morbo di Alzheimer allo stato iniziale della malattia, affette da demenza associata o meno a disturbi del comportamento. Nel 2023 sono state 27 in totale.

Di centrale importanza per un Ente che opera nell’ambito dei servizi alla persona è il patrimonio di risorse umane di cui la Fondazione si avvale, che ne testimonia il peso anche come una significativa realtà occupazionale che ha potuto crescere negli anni, aspetto di indubbio valore in tempi di crisi economica, acuita anche dall’emergenza Covid. I dipendenti sono in totale 82, di cui ben 81 a tempo indeterminato, nella convinzione che il lavoro stabile rappresenti la condizione indispensabile per assicurare quella serenità psicologica che poi costituisce la precondizione fondamentale in ogni sano rapporto di cura e assistenza. La costante formazione professionale del personale è un altro caposaldo dell’attività socio-sanitaria, per essere sempre al passo coi tempi e assistere in maniera efficiente e competente gli anziani. La Fondazione, inoltre, ha stanziato nel 2023 un fondo aggiuntivo di 20mila euro per ristorare il personale dipendente impegnato ad affrontare l’emergenza pandemica da Covid  avendo lavorato in condizioni proibitive e difficili.

Progetti e collaborazioni esterne - Da rimarcare l’impegno della Fondazione in alcuni progetti a largo respiro, interagendo con alcune realtà del territorio. Prosegue la collaborazione con l’Istituto “Sylos” di Bitonto per il progetto “IO HO CURA” che vede impegnate alcune classi in una serie di attività di animazione per contrastare l’isolamento degli anziani e dei disabili ospiti del centro d via Dossetti. Molto interessante e particolarmente incisivo si è rivelato il progetto “SOStenere” realizzato dalla Fondazione in partnership con il Comune di Bitonto, la Fondazione Opera “Santi Medici” e la cooperativa sociale ZIP-H. Sono state molteplici le attività di animazione, di laboratorio sociale e digitale, di ambulatorio svolte all’interno di un “Centro Risorse socio-sanitarie per l’infanzia e l’adolescenza”, di un “Centro risorse per il supporto alle disabilità e l’accompagnamento all’autonomia”, di un “Centro risorse socio-sanitarie per la terza età”.

Tutela dell’ambiente - Non ultimo, ma non per importanza, la grande attenzione verso la tutela dell’ambiente. I due impianti hanno permesso di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 per l’equivalente di ben 4.900 alberi piantati. Un ulteriore risultato rilevante che conferisce alla Fondazione “Giovanni XXIII” una configurazione ultramoderna, per essere sempre al fianco delle persone fragili con spirito di servizio e amore verso il prossimo, pronta ad affrontare le nuove sfide del futuro.

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