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"Blocchiamo la città", nel giorno del Black Friday giovani sfilano per le strade di Bari: "Cambiamo il sistema, non il clima"

Quarto sciopero globale per il clima targato Friday's for Future oggi a Bari. Le motiviazioni spiegata da Savino Ingannamorte di Link e Carolina Velati di Zona Franka

Immagine di repertorio di Barib

Quarto sciopero globale per il clima indetto da Fridays For Future anche a Bari. Ancora una volta gli studenti del capoluogo pugliese e della provincia scendono in piazza "per chiedere ai governi mondiali di portare avanti delle azioni concrete e reali per fermare il cambiamento climatico che sta devastando i nostri territori, distrugge il nostro patrimonio culturale ed artistico e provoca sconvolgimenti economici e sociali devastanti".

Dall'inizio dei Fridays For Future, le piazze di tutto il mondo hanno chiesto un cambiamento di tutto il sistema economico e di produzione, a partire dalla valorizzazione della ricerca scientifica e dei saperi. "Sono quesi i motivi che spingono a scendere in sciopero il giorno del Black Friday, emblematico del modello low cost costruito a discapito dei lavoratori e delle lavoratrici e del rispetto ambientale, mantenendo altissime le ricchezze di pochi"

"Blocchiamo la città per ripartire dalla conoscenza: il corteo terminerà nell'ateneo di Bari con una grande assemblea su ricerca e didattica per il futuro" dichiara Savino Ingannamorte, Link Bari: "Negli ultimi anni si è resa l'università sempre più dipendente da fondi privati: ma l'indipendenza economica è libertà di ricerca. Non possiamo pensare che chi ha interessi diretti nel mantenere queste sistema economico possa pagare per cambiarlo!"

"Cura dell'ambiente significa curare le comunità che in quell'ambiente ci vivono. Un punto fermo del movimento di FFF è che non possiamo vivere un miglioramento delle condizioni di vita ad appannaggio di pochi" dichiara Carolina Velati, Zona Franka: "Le transizioni ecologiche delle fabbriche, come l'ex ILVA a Taranto e la Bosch a Bari, sono necessarie ma non possono essere motivo per licenziare migliaia di lavoratori. Parlare di una rete dei trasporti pubblici che colleghi gratuitamente, ad ogni ora, in maniera ecologica, ogni punto della città, significa abbattere le barriere storiche dei quartieri, che dividono settariamente le periferie urbane della nostra città" 

Nelle scuole, gli studenti e le studentesse dell'Unione degli Studenti si riuniscono e discutono sui programmi scolastici "Parlare di transizione ecologica in classe non significa solo costruire un esempio di cambiamento, ma mettere un tassello importantissimo. La cura didattica è alla base della formazione delle future generazioni, e vogliamo avere voce in capitolo su questo. Esiste un piano più immediato, però, che è quello dell'edilizia scolastica: ogni volta che il nostro Paese è attraversato da grandi alluvioni, sentiamo parlare di crolli nelle scuole. La maggior parte delle scuole pugliesi non è in sicurezza, molte hanno ancora amianto all'interno. In pratica studiamo ogni giorno dentro degli eco-mostri: chiediamo una volta per tutte un impegno concreto in questo senso, con mappature e finanziamenti."

Cambiamo il sistema, non il clima!"

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