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"Non sono furbetti dei vaccini, ma sleali". Il Nirs insiste con gli Ordini: "Dateci gli elenchi degli operatori sanitari"

L'avvocato Antonio La Scala coordina il Nucleo investigativo regionale che dà la caccia agli imbucati nelle liste dei vaccini: "Ci servono i nomi di veri professionisti per sfoltire gli elenchi e concentrarci sui casi anomali"

“Non chiamiamoli per favore furbetti, sono persone sleali, scorrette, che hanno tolto il vaccino ad anziani o a persone fragili”. L’avvocato Antonio La Scala coordina il Nucleo ispettivo sanitario regionale (Nirs). È l’organo composto da funzionari regionali, un medico legale, il dottor Franco Introna, un medico chirurgo, la dottoresssa Angela Pezzolla, e una squadra di ispettori volontari ex funzionari della Regione Puglia o delle forze di polizia. Indaga in piena autonomia sui presunti casi di abusi nella campagna vaccinale antiCovid pugliese. Le ispezioni si basano su elenchi e riscontri che per ora si fermano al 15 febbraio, quando a usufruire del vaccino sarebbero dovuti essere medici, infermieri e tutto il personale socio sanitario, per poi passare agli ultraottantenni. I numeri delle Asl sono stati incrociati con quelli dell’Inps, per capire chi davvero avrebbe avuto diritto alla somministrazione del farmaco, Pfizer e Moderna, nella cosiddetta Fase 1.

“Abbiamo sollecitato gli ordini professionali – spiega La Scala -  a darci i loro elenchi per incrociare i dati con quelli dell’Inps. Purtroppo non ci ha risposto ancora nessuno, salvo l’Ordine dei Medici che ci ha mandato un’email con un link che non si apre, per questo stiamo nuovamente riscrivendo agli uffici. Questi riscontri ci serviranno a sfoltire i nomi che abbiamo acquisito dall’Asl e poter concentrarci sui casi anomali. Ci sono centinaia di persone negli elenchi cui non è attribuita alcuna categoria, verificheremo proprio questo e appena avremo certezze segnaleremo direttamente alla magistratura”. Il pm della procura di Bari Baldo Pisani è titolare del fascicolo di indagini che vede incaricati i carabinieri dei Nas. L’inchiesta viaggia parallelamente all’ispezione della Regione. Secondo La Scala, dovessero accertarsi illegalità, si prefigurerebbero reati che vanno dal concorso in abuso di ufficio a falsità in atto pubblico a dichiarazioni mendaci. I casi anomali riguardano anche il numero esorbitante di vaccinati tra i nati dal ’41 al ’51 e situazioni particolari, come parenti di professionisti del campo medicale che sarebbero stati inseriti nelle liste per essere diventati d’improvviso assistenti di laboratorio.

“Questo è un aspetto - sottolinea La Scala – difficile da verificare perché alcuni contratti di collaborazione non prevedono l’apertura della posizione contributiva con l’Inps, per questo con i dati a nostra disposizione è difficile comprendere per ora quali siano i casi di vaccinazione impropria. L’incrocio di quei dati con quelli degli elenchi professionali possono dirci più di qualcosa in merito”. Il numero di vaccinazioni al personale sanitario, comunque, rimane  il primo elemento sotto osservazione da parte degli ispettori regionali.

“Al 15 febbraio – aggiunge La Scala – a noi risultano vaccinati circa 130 mila operatori della sanità su un totale di 190 mila vaccinazioni effettuate. Ma se consideriamo che i medici in Puglia si aggirano attorno ai 30 mila, i 100 mila tra infermieri, operatori socio sanitari e tecnici di laboratorio, da dove saltano fuori. È evidente che si tratti di un numero anomalo, magari in Puglia avessimo questo rapporto così alto tra personale sanitario e popolazione. Senza considerare poi che circa il 20 per cento per scelta o altre ragioni tra questi non si sono vaccinati. Del resto i dati del governo parlano di quasi l’80 per cento di operatori sanitari vaccinati equivalenti a poco più di 110 mila: più di qualcosa non va”.

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