Da Monopoli il gin al luppolo che punta al mercato estero: "Ma fare impresa qui non è semplice"

Dal 2016 due giovani imprenditori monopolitani, Gianluca Selicato e Michele Russo, si sono lanciati in un mercato in fase di crescita, almeno per la Puglia: i superalcolici. E con il loro gin sono arrivati in Olanda e Inghilterra

Il 'Roach gin' (Foto nell'articolo Michele Russo e Gianluca Selicato)

"Il nostro gin al luppolo è realizzato in una distilleria di Monopoli, ma ora per fare il salto di qualità all'estero dovremmo spostare la produzione fuori dalla Puglia. E questo un po' ci blocca". In una frase Gianluca Selicato, che con il compaesano Michele Russo ha fondato il birrificio 'Roach Brewery', riassume quel senso di romanticismo che connota una parte dell'imprenditoria pugliese. Ancora più quella dei giovani imprenditori - Gianluca e Michele sono entrambi 29enni - che ancora non si arrendono all'idea di dover lasciare la provincia barese per permettere al loro prodotto di spiccare definitivamente il volo in un mercato ancora in costante crescita: quello dei superalcolici.

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Un prodotto nuovo per il mercato italiano

Tutto parte da un'intuizione avuta nel 2017 dai due monopolitani under 30: un prodotto che in Italia è di fatto sconosciuto, ma che all'estero funziona. Da qui la scelta di appoggiarsi a gennaio a una distilleria del posto, per produrre il loro superalcolico che soprattutto in Puglia vende bene: "Ne smerciamo 250-300 pezzi al mese, appoggiandoci a uno dei più importanti distributori sul territorio - ricorda Selicato - Di questi solo una minima parte varca i confini del 'tacco d'Italia' e della penisola italiana. "Al massimo il 10 per cento" la stima dei due imprenditori, che però hanno capito che per uscire dall'immobilismo il passo successivo è aggredire il mercato estero, soprattutto quello inglese e quello olandese da dove tuttora arrivano richieste.

Richieste che potenzialmente potrebbero crescere con i giusti contatti sul territorio. Da qui il dilemma: spostarsi e provare a fare il salto di qualità con il 'Roach gin' o continuare a inseguire il sogno di realizzarsi in Puglia. "Purtroppo si tratta di mercati molto diversi - spiega Selicato - Qui si vende in base alla stagionalità, mentre in Inghilterra il locale può arrivare anche a richiedere 2-3 bottiglie a settimana".

Il gap di una Regione

Non sappiamo se le sirene inglesi suoneranno. Quel che è certo è che la parabola di Michele e Gianluca mostra le mancanze del sistema economico pugliese, ancora appesantito dalle paure per le innovazioni e da una burocrazia che impedisce alle idee giovanili di spiccare il volo. Non è un caso se i due stiano lentamente abbandonando i loro progetti nel mondo dell'Ict (tecnologie dell'informazioni e delle comunicazioni) e la produzione di birre - avviata a luglio 2016 - per focalizzarsi appieno sul gin aromatizzato al luppolo. "Abbiamo dovuto rifornirci di materie prime dal centro Italia, dove c'è una fiorente piantagione di ginepro. In Puglia cresce in poche zone, ad esempio a Ostuni - ricordano - Ci sarebbe piaciuto realizzare un prodotto totalmente 'Made in Puglia', ma qui le novità vengono viste sempre con incredulità. La stessa che abbiamo avvertito quando abbiamo presentato la nostra idea per ricercare finanziamenti". Con il risultato che, forse, la provincia barese dovrà perdere la paternità di un'altra idea innovativa.

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