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Green pass, Confesercenti Bari scrive al prefetto: "Su sanzioni e adempimenti legati a privacy ancora punti da chiarire"

La presidente Raffaella Altamura, in una lettera chiede alcuni chiarimenti sull'introduzione della certificazione verde che dal 6 agosto sarà necessaria - tra le altre cose - per il consumo al tavolo nel settore della ristorazione

Una lettera al prefetto di Bari, Antonia Bellomo, "per chiedere alcuni chiarimenti in merito al Decreto-Legge del 23 luglio 2021" e, in particolare, "sull’introduzione di norme che seppur dettate con l’obiettivo di ridurre il rischio di trasmissione del Covid-19, rischiano di generare gravissimi danni al comparto produttivo-commerciale".

L'iniziativa è di Confesercenti Bari, in vista del 6 agosto, data in cui la certificazione verde Covid-19 diventerà obbligatoria, nelle regioni in zona bianca, in diverse situazioni: per accedere ad eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento. E ancora: casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici, oppure anche solo per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (il certificato non è necessario per consumare al bancone e neppure all'aperto). Servirà anche per l'accesso a piscine, palestre e centri benessere al chiuso. Il green pass consentirà anche da subito di entrare in ospedale per far visita ai familiari ricoverati e continuerà ad essere necessario per partecipare ai matrimoni, o per visitare parenti nelle residenze sanitarie assistenziali.

"Sia ai cittadini che ai soggetti cui compete la verifica delle condizioni stabilite per l’accesso alle attività e ai servizi per cui è previsto il certificato verde - ricorda nella lettera la presidente di Confsercenti Bari, Raffaella Altamura, si applica, in caso di violazione degli obblighi, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000. Inoltre - prosegue - a decorrere dalla terza violazione, in tre giornate diverse, delle disposizioni di cui al comma 4 dell’articolo 9-bis, si applica la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da uno a dieci giorni. Pur condividendo il prezioso supporto che tale certificazione può dare in un momento cosi difficile, non possiamo che sollevare delle forti perplessità in merito alle criticità che tale adempimento può creare". 

La presidente di Confesercenti Bari mette quindi nero su bianco una serie di dubbi e richieste di chiarimenti da parte della categoria: "Prevedendo una sanzione così importante anche per i gestori delle attività coinvolte, gli stessi non potranno che sentirsi in obbligo non solo a chiedere, come previsto, di mostrare il green pass e verificarlo tramite apposita App “VerificaC19”, ma anche ad identificarli mediante documento d’identità, per comprovarne la legittima appartenenza e sollevarsi, dunque, da possibili sanzioni. Questa procedura, oltre a prevedere l’impiego di un addetto dedicato esclusivamente a questo tipo di attività, espone l’incaricato al controllo a responsabilità sicuramente non previste dalla sua mansione e non solo, in quanto, come previsto dagli articoli del TULPS, art. 288, “La carta di identità costituisce mezzo di identificazione ai fini di polizia. Chi la richiede è tenuto soltanto a dimostrare la propria identità personale” e art. 294 “La carta d'identità od i titoli equipollenti devono essere esibiti ad ogni richiesta degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza”. A ciò si aggiungano gli ulteriori e conseguenti adempimenti in materia di privacy che risultano necessari visti i dati sensibili che entreranno nella sfera di conoscenza delle attività commerciali. Degno di nota è anche l’aspetto riguardante il danno arrecato da parte di un cliente non in possesso del green pass e sfuggito al controllo. Anche in questo caso, risulta essere non chiaro se il danno sia in capo allo stato o al gestore del locale".

"Ai gestori sicuramente è lecito chiedere di esporre le dovute indicazioni riguardanti quest’ultimo adempimento ed anche la verifica del green pass tramite app dedicata, ma chiediamo al Prefetto - conclude Altamura - di tenere in debito conto i predetti rilievi ed avviare ogni iniziativa, sia nei confronti degli organi che saranno chiamati a verificare l’adempimento delle predette norme e sia nei confronti del Ministero dell’Interno, al fine di chiarire il quadro normativo e stimolare opportune modifiche".


 

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