Giovedì, 29 Luglio 2021
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Focolaio Covid a Ibiza, ballerino barese in isolamento in hotel. La denuncia della sorella: "E' senza assistenza"

Sono 9 in tutto per ora i positivi accertati, in isolamento nell'albergo per il quale lavoravano, molti con febbre a 40 e dolori. Le farmacie spagnole non accetterebbero le ricette di medici italiani per i farmaci, sono stati spediti dall'Italia. A dare una mano il Comitato terapie domiciliari Covid-19

Una veduta d'Ibiza (Today.it)

Da oltre due giorni bloccato in un’ala di un hotel di Ibiza, "senza assistenza", con i colleghi e personale dello staff in isolamento, con nove positivi al Covid, alcuni con sintomi forti, dolori e febbre a 40. È la disavventura di un 30enne barese, di professione ballerino, sull’isola spagnola dallo scorso maggio, per lavorare durante la stagione estiva nella struttura estiva. Con lui altri italiani, tutti in isolamento forzato senza però le cure necessarie, ma spesso costretti a convivere con colleghi già risultati positivi al test. A denunciare la situazione è la sorella del 30enne, Valeriana Roffo. “Mio fratello è ancora in attesa dell’esito del tampone – racconta – ed è costretto ad andare a comprare le medicine e tornare per assistere gli altri, misurare febbre e saturazione. L’hotel li tiene lì senza assistenza e senza preoccuparsi di procurarla. Le farmacie spagnole, nel frattempo, dicono di non accettare le ricette di medici italiani per acquistare i farmaci ed è stato così complicato procurarseli. Gli unici a dare una mano sono gli operatori del Comitato terapie domiciliari Covid-19”.

Una situazione di disagio pesante e intricata, che la donna prova a denunciare attraverso BariToday per cercare di ottenere soluzioni. “Il rischio è che tutti si contagino – racconta ancora – perché come mi ha spiegato mio fratello alcuni hanno dormito nelle stanze con contagiati, altri sono andati a mangiare nella sala assieme, altri ancora si sono dovuti esibire negli spettacoli della struttura fino all’esito dei tamponi”.

Il racconto prosegue con la situazione intricata che si è venuta a creare. “Ancora oggi – spiega Roffo - chi attende l'esito del tampone deve aiutare i positivi che stanno male e nonostante l'isolamento devono provvedere a portare cibo e assistenza ai malati. L’ambasciata italiana e il consolato italiano in Spagna non rispondono, le farmacie di non accettano le ricette italiane e i ragazzi sono stati lasciati completamente soli e senza medicine tanto da dover provvedere noi da qui a spedirle. Tutto questo è assurdo e irreale e qualcuno deve far sentire il nostro grido di aiuto”.

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