Il bridge debutta per la prima volta alla 83ª edizione della Campionaria generale internazionale - Fiera del Levante di Bari

Appuntamento Sabato 14 Settembre al padiglione n.° 9, stand 36. Un istruttore della Federazione Italiana Gioco Bridge in pochi minuti vi insegnerà tutto quello che c’è da sapere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Il Bridge debutta per la prima volta alla 83ª edizione della Campionaria Generale Internazionale - Fiera del Levante di Bari Appuntamento Sabato 14 Settembre al padiglione n.° 9, stand 36 Un istruttore della Federazione Italiana Gioco Bridge in pochi minuti vi insegnerà tutto quello che c’è da sapere Bari, 13 Settembre 2019 - Sabato 14 Settembre scocca l’ora di uno degli appuntamenti fieristici più importanti del Mediterraneo. La Campionaria Generale Internazionale - Fiera del Levante è giunta alla sua 83esima edizione: solo la guerra ha infatti interrotto l’annuale ripetersi dell’evento, che ogni anno porta a Bari oltre 800 espositori e 200.000 visitatori. Per la prima volta, all’interno della Campionaria Generale Internazionale uno spazio sarà dedicato al Bridge. Questo sport (il Bridge è riconosciuto come tale dal CONI sin dal 1993) non è solo in grado di appassionare e intrattenere chi lo pratica: secondo diversi studi scientifici, fra cui un paper a firma di ricercatori dell’Università di Tor Vergata, aiuta a migliorare la capacità di ragionamento, il pensiero strategico, la memoria e perfino le abilità sociali. Chi pratica il Bridge è incline ad agire considerando l’interesse della collettività, le conseguenze delle proprie azioni e a sacrificare parte del proprio tornaconto per il bene comune. Princìpi che sono strettamente connessi al tema di quest’anno della Fiera Campionaria Generale Internazionale, che pone l’attenzione sui problemi attuali dell’uomo e del suo ambiente, a caccia di soluzioni che possano migliorare il nostro futuro e quello delle nuove generazioni. Cambiamento climatico, lavoro, salute fisica e psicologica, educazione, formazione, collaborazione internazionale, sviluppo economico, solo per citarne alcune, sono tematiche che apparentemente sono lontane da un gioco-sport, ma che in realtà, per essere affrontate con la giusta attenzione, e per trovare soluzioni concrete, richiedono una forma mentis particolare: la capacità di astrazione, di analisi e di compiere azioni contro-intuitive (contrarie all’appagamento immediato, per un fine superiore), tratti che vengono allenati dal Bridge. Non è un caso se il plurimiliardario Bill Gates (indicato da Forbes come il secondo uomo più ricco al mondo nel 2019), appassionatissimo bridgista, ha sostenuto con laute donazioni (un milione di dollari) la diffusione del Bridge nelle scuole americane. Secondo il fondatore di Microsoft, “chiunque sia bravo a Bridge riuscirà bene in tutte le cose della vita.” Anche il suo “collega” Warren Buffett (terzo nella graduatoria dei “Paperon de’ Paperoni”) è un bridgista incallito (fu proprio lui a insegnare a Gates a giocare). Buffett ha sottolineato come la mente del bridgista e quella del buon investitore siano simili, poiché entrambe le attività richiedono di compiere scelte intelligenti, basate su un limitato numero di informazioni disponibili e sul calcolo delle probabilità. “Approcci e strategie sono molto simili, perché bisogna ricavare quante più informazioni possibili man mano che la situazione procede. Poi si fa ciò che suggeriscono le probabilità in uno specifico momento, ma, se le informazioni in proprio possesso aumentano, si deve essere pronti a cambiare strategia. Nel Bridge, ti comporti in modo da trarre il meglio dal tuo compagno. Negli affari, ti comporti in modo da trarre il meglio dai tuoi manager e impiegati.” Il Bridge, come si può evincere da questa descrizione, ha due aspetti che lo rendono unico rispetto agli altri sport della mente (scacchi, dama, go e Xiangqi – scacchi cinesi). Il primo è il fatto di essere un gioco di coppia; il secondo è il fatto che le carte di ciascun concorrente sono coperte, quindi bisogna compiere la propria mossa senza avere una panoramica completa della situazione. I due “compagni” devono indirizzare le reciproche giocate descrivendo i propri valori. Nel fare questo, però, per regolamento, devono avvalersi di un particolare linguaggio che deve essere comprensibile anche agli avversari. Non si conoscono, quindi, i dettagli della mano di un giocatore, ma solo ciò che questi può e vuole comunicare: idealmente e strategicamente, quanto basta a portare il compagno a fare le giuste scelte, ma possibilmente non abbastanza da dare troppi indizi all’avversario. Ecco perché Buffett parla di “probabilità” e di strategia dinamica, da adattare man mano che il gioco prosegue. Se avete tra i 7 e i 106 anni (l’età del tesserato più giovane e di quello più anziano alla Federazione Italiana Gioco Bridge – FIGB –) e vi intriga la strategia, ma preferite i giochi sociali rispetto a quelli individuali, o se siete dei solitari e volete stringere nuove amicizie, se siete studenti e cercate una disciplina che possa allenare la vostra concentrazione per riuscire meglio a scuola o all’università, se cercate un’attività che vi stimoli a pensare in modo nuovo, come gli “assi” della finanza, o semplicemente se volete ridere in compagnia, o trascorrere qualche ora diversa dal solito, cercate lo stand del Bridge alla Fiera del Levante (padiglione numero 9, stand 36): un istruttore della Federazione Italiana Gioco Bridge in pochi minuti vi insegnerà tutto quello che c’è da sapere e il divertimento è assolutamente garantito. “Quando abbiamo ricevuto la lettera del CONI che proponeva alle varie federazioni sportive di allestire stand presso la Campionaria Generale Internazionale, abbiamo subito deciso di aderire all’iniziativa” ha dichiarato Ettore Pizza, Presidente del Comitato Regionale di Bridge della Puglia. “Questa è un’opportunità di visibilità importante per il nostro sport” ha aggiunto l’esponente regionale, con un passato da professionista nelle pubbliche relazioni. Pizza offre una chiave di lettura moderna dell’ambiente fieristico: “in passato le fiere servivano come vetrina di prodotti. Oggi questa necessità è diminuita grazie alle nuove tecnologie di comunicazione. Tuttavia, le fiere rimangono appuntamenti importantissimi se offrono l’occasione di provare i prodotti, se danno l’opportunità di sperimentare in prima persona. Se ci trasformano da spettatori a protagonisti.” In quest’ottica, il Bridge, come anticipato, non verrà “mostrato” ai visitatori. Gli ospiti della Fiera saranno invitati a sedersi ai tavoli verdi, a prendere in mano le carte e a cimentarsi subito nella loro prima smazzata. Sarà un momento di gioco, ma anche di riflessione, perché chiunque si avvicini al Bridge viene arricchito da questa disciplina. Francesco Petrelli, Presidente dell’Associazione Amici del Bridge Bari e Consigliere del Comitato Regionale ha dichiarato: “ringrazio la Federazione Italiana Gioco Bridge per aver sostenuto la nostra iniziativa di portare il Bridge alla Fiera Campionaria Generale Internazionale inviando uno scouter, che insegnerà ai visitatori il nostro sport. Questo è un progetto pilota; se verrà creata, come da intenzioni del CONI, una fiera dello sport a Bari, contiamo di partecipare con uno stand ancora più grande.” Alvise Ferri, Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Gioco Bridge, parla a nome di tutto il movimento: “desidero ringraziare le persone che si occupano della diffusione del nostro sport. In questa occasione, tengo a ringraziare in modo particolare Francesco Petrelli, risorsa giovane e davvero preziosa per il Bridge in Puglia, per il suo entusiasmo, le sue idee e le sue capacità organizzative.” Ferri ricorda come questo non sia il primo appuntamento fieristico a cui il Bridge prende parte: “l’anno scorso la nostra disciplina ha avuto un suo spazio a Didacta, il più importante appuntamento internazionale dedicato al mondo della scuola. Il nostro sport ha riscosso molto successo e questo è stato il punto di partenza per l’avvio di numerosi corsi di Bridge nelle scuole. Anche all’edizione 2020 di Didacta, in programma fra poche settimane, ci sarà lo stand della Federazione Italiana Gioco Bridge.” Il suo meritatissimo biglietto da visita di “sport” è una delle carte vincenti del Bridge. Il movimento, dopo un periodo di contrazione, sta scoprendo un nuovo boom: il settore anagrafico FIGB ha fatto sapere che sono già “nati” oltre 400 giovanissimi bridgisti in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Un numero destinato a crescere ora che le scuole stanno riaprendo i battenti – e il Bridge tornerà a essere insegnato sui banchi.

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