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Doppi turni di ingresso a scuola, la protesta non si ferma. I sindacati: "Mobilitazione va avanti, serve soluzione condivisa"

Alla vigilia della data ufficiale fissata per il ritorno sui banchi il nodo dello slittamento degli ingressi continua a far discutere, con i sindacati che ribadiscono la necessità di trovare un'alternativa che rispetti le esigenze di scuole, famiglie e alunni. Domani il sit-in di 'Priorità alla Scuola'

"La mobilitazione continua". Dopo il sit-in organizzato lo scorso 17 settembre, e alla vigilia del giorno (lunedì 20 settembre) che segna ufficialmente in Puglia la ripresa delle lezioni (anche se in alcuni istituti gli studenti sono già tornati in classe), la protesta dei sindacati della scuola contro i doppi di turno di ingresso (che saranno adottati a partire da domani) non si ferma.

"Le segreterie unitarie di Puglia e di Bari, di FLC-Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e Gilda - spiegano i sindacati in una nota - hanno inviato, come da intese raggiunte nella riunione tenutasi a margine del sit-in di protesta del 17 settembre u.s., la richiesta di allargamento al prefetto di Bari del tavolo regionale sulla ripartenza, già convocato per martedì 21 settembre p.v. o, in ogni caso, di una riunione cui partecipino tutti gli attori coinvolti".

"Lo stato di agitazione dell'intera categoria - si legge ancora - non si arresterà sino a quando, per la città metropolitana di Bari, non verrà condivisa una soluzione che rispetti le esigenze delle scuole, delle famiglie e degli alunni e che sia una vera alternativa ai doppi turni con 100 minuti di slittamento degli ingressi a scuola".

La protesta di 'Priorità alla Scuola'

Intanto, già per la giornata di domani si preannunciano nuove proteste, come quella organizzata da 'Priorità alla Scuola'. "La scuola riparte in presenza ma rimangono questioni irrisolte che mettono in discussione la continuità della frequenza - si legge in una nota - Anche quest'anno la scuola rischia di continuare a essere sacrificata e subordinata ad altre attività, economiche e sociali. Non sono più accettabili le classi troppo numerose, la mancanza di spazi, i e le docenti in larga parte precari, le nomine tardive che impediscono un inizio regolare dell’attività scolastica e del raggiungimento del tempo scuola, il sistema di trasporti insufficiente, infine, i pochi investimenti nella prevenzione e nella medicina scolastica. I problemi strutturali non si vaccinano. Andavano risolti, come rivendicato dal movimento nelle manifestazioni e con gli appelli degli ultimi mesi, investendo in modo mirato i fondi del Recovery Plan: un’altra occasione persa e l’ennesima vergogna per una classe dirigente che persegue obiettivi diversi da quelli che sbandiera con la sua retorica". Alle ore 8 un sit-in si terrà davanti alla scuola Del Prete (ormai chiusa), mentre alle 17 è in programma un presidio davanti alla sede barese dell'Ufficio Scolastico Regionale.

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