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Un algoritmo per potenziare l'ecografia del fegato grasso: l'intelligenza artificiale nella ricerca degli studiosi di Uniba

ll progetto elaborato da Eurisko Technology, secondo il professor Piero Portincasa “promette di rivoluzionare la diagnosi precoce della steatosi epatica che affligge il 20-45% della popolazione adulta mondiale e che ha potenzialità evolutive verso infiammazione, fibrosi, cirrosi e carcinoma epatico

La tecnologia per migliorare le potenzialità dell'ecografia nella diagnosi di fegato grasso. L'utilizzo dell'intelligenza artificiale è al centro di un'innovativa ricerca pubblicata sull'European Journal of Internal Medicine con un algoritmo, attualmente in fase di brevetto, ideato e sviluppato dal team Unicorn di Eurisko Technology Srl in collaborazione con la Clinica Medica “A. Murri” dell'Università degli Studi Aldo Moro di Bari presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Consorziale Policlinico di Bari.

La ricerca, secondo il professor Piero Portincasa “promette di rivoluzionare la diagnosi precoce della steatosi epatica che affligge il 20-45% della popolazione adulta mondiale e che ha potenzialità evolutive verso infiammazione, fibrosi, cirrosi e carcinoma epatico. Il dato preoccupante è il continuo aumento della frequenza della patologia in età pediatrica e anche in individui magri”. Inoltre “la metodologia apre la strada a future applicazioni cliniche nel campo della prevenzione, diagnosi e terapia precoce in quanto il grado di steatosi epatica viene rilevato con ecografia a livelli iniziali del 7.2%, percentuale assai vicina  al dato che si ottiene con risonanza magnetica epatica. Stiamo lavorando in un campo tipico della medicina di precisione”.
 

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