Da Bari agli Usa per inseguire il sogno di attrice, la barese Teresa Fiorentino: "Le mie radici sono una risorsa in questo mondo"

La 27enne si è trasferita a gennaio per studiare al 'Lee Strasberg Institute' di Los Angeles e alla 'Beverly Hills Playhouse' di San Francisco. "In futuro mi piacerebbe lavorare in entrambi i Paesi" spiega

Teresa Fiorentino (Foto di Gennaro Guida)

La voglia di affermarsi nel mondo dello spettacolo, portandosi sempre dietro il bagaglio delle radici baresi. Più che un peso, una risorsa per Teresa Fiorentino, attrice 27enne barese che a inizio 2018 ha scelto di lasciare la Puglia per trasferirsi negli USA per frequentare due scuole di recitazione, il Lee Strasberg Institute di Los Angeles e la Beverly Hills Playhouse di San Francisco. Nuovo step di un percorso che, tra Bari e Firenze, l'ha portata prima a studiare danza e poi a lanciarsi appieno nel mondo dello spettacolo.

Quando è nata questa passione per il mondo dello spettacolo?

Direi che che è nata con me, sono sempre stata molto creativa già da piccolissima poi ricordo la prima volta che ho visto il famoso musical 'Cats' ho iniziato a sognare il teatro.

Hai mai pensato di riuscire ad affermarti nel tuo territorio?

Si e no. Ci speravo tanto quando ho iniziato a muovere i primi passi in quest’ambito ma le opportunità per gli artisti sono praticamente nulle. Abbiamo ancora tanta strada da fare.

In che stato è l'industria in Puglia rispetto in generale all'Italia? Un giovane talento riesce a sfondare?

Pare che qualcosa si stia smuovendo negli ultimi anni. Molte produzioni ( anche internazionali) hanno deciso di girare film in Puglia data la bellezza del nostro territorio ma … purtroppo questo raramente si traduce in più opportunità per gli artisti locali.

Nel tuo curriculum sottolinei la capacità di saper parlare i dialetti. Perché questo aspetto specifico?

Perché durante il primo provino negli USA mi è stato chiesto se sapessi parlare il dialetto siciliano oltre all’Italiano. C’è nell’immaginario americano questa idea romantica legata all’immagine deli italiani dai capelli scuri e il forte accento meridionale (un po’ alla “The Godfather”. E poi una delle attrici italiane ancora tanto amate negli USA è Sofia Loren. Napoletana doc (sorride, ndr). La Sicilia e la Campania sono più conosciute della Puglia oltreoceano.

C'è qualcosa della tua terra che ti manca in particolare?

La focaccia. La cucina sicuramente e poi il nostro bellissimo mare e il calore della gente, i modi di dire dialettali che non si possono tradurre in nessun altra lingua.

Altre passioni oltre al cinema e alla danza?

Adoro lo sport, più praticarlo che seguirlo in tv in particolare le arti marziali, (Muay Thai e Ju jitsu), mi piace tanto viaggiare e vedere posti nuovi e ho un debole per gli animali soprattutto i gatti.

Attore pugliese di riferimento?

Sergio Rubini, sin da piccola guardavo i suoi film, è riuscito a raccontare come pochi pregi e difetti della nostra terra.

Qual è la differenza nel settore tra Italia e America?

C’è una grande differenza nel modo di insegnare, soprattutto c’è più scelta per quanto riguarda le scuole e i metodi di studio, poi parliamo di un Paese molto più grande e il mercato è enorme.

Conti di ritornare in Italia nel futuro?

Assolutamente. Mi piacerebbe poter lavorare sia in America che in Italia.

Parlaci di 'Doll's', il cortometraggio a cui parteciperai a fine mese. Perché hai scelto di parteciparvi?

In Dolls interpreto Carla che sembra a prima vista una persona di successo e molto sicura di sé ma nasconde un segreto. Carla soffre di un disturbo dissociativo della personalità che le causa allucinazioni. Non sappiamo molto di lei ma avremo un assaggio del “suo mondo” attraverso questo cortometraggio.

Perché la scelta dell'America per inseguire il tuo sogno? Cosa ti ha portato in quelle due scuole?

Beh, in queste scuole si sono formati attori del calibro di Jim Carrey, George Clooney, Michelle Pfeiffer… e poi l’America è la terra delle opportunità.

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