Martedì, 27 Luglio 2021
Attualità Japigia

"Qualcuno ci aiuti per garantire il campo scuola ai ragazzi delle famiglie in difficoltà": da Japigia l'appello dell'associazione Anastasis

“Un campo scuola diverso – lo descrive il presidente Domenico Pesola – perché non è concepito per ‘parcheggiare’ i bambini la mattina, ma per offrire loro un’alternativa valida alla strada con attività sportive e creative"

“Cerchiamo qualcuno che ci sostenga, che ci permetta di accogliere quanti più bambini di famiglie in difficoltà e di ricostruire il nostro campo di pallacanestro”. Domenico Pesola è presidente dell’associazione Anastasis all’interno della parrocchia Resurrezione del quartiere Japigia di Bari. Uno dei punti di riferimento per le attività sociali in favore di famiglie e bambini, grazie allo sport, con calcio, pallacanestro e pallavolo, e il campo scuola estivo per bambini dai 5 ai 13 anni.

“Un campo scuola diverso – lo descrive Pesola – perché non è concepito per ‘parcheggiare’ i bambini la mattina, ma per offrire loro un’alternativa valida con attività che altrove non farebbero: oltre ai giochi con la palla, laboratori creativi, di disegno di fumetti, come quello svolto con un disegnatore della Disney, giochi da tavola, che i giovani di oggi cresciuti nell’era digitale non hanno ancora sperimentato, e persino yoga. Non a caso è dalle 3 e mezza del pomeriggio alle 8 della sera”. Non solo.

“Noi forniamo la merenda ai bambini e una cooperativa, Siloe, si è offerta di venire a fare un laboratorio di cucina con loro che impareranno a prepararsi quella artigianale, non industriale, con prodotti biologici”. Ma c’è un problema. Quello della partecipazione limitata di 25 iscritti a fronte di un potenziale di almeno 80 visti gli spazi e i volontari a disposizione e quote di partecipazione se pur contenute non pagate o non alla portata di molte famiglie. Di qui l’appello.

“Molte famiglie, nonostante la quota sia di appena 30 euro a settimana con 5 di iscrizione, ridotte spesso a 20 o a quel che riescono a dare per coprire le spese dei materiali da noi acquistati per i laboratori e per raggiungere l’obiettivo del rifacimento del campo da basket, sono numerose, fanno parte della platea che viene settimanalmente a prendere il pacco del banco alimentare per arrivare a fine mese. Anche quei 20 euro possono essere troppi, non possono permetterseli. Abbiamo provato a interloquire col Comune per capire se c’erano bandi cui partecipare per coprire le quote o sovvenzionare in parte il campo estivo, ma non risultano”. E ancora.  “Ci piacerebbe – conclude Pesola – che qualcuno ci sostenesse, magari un’azienda o più aziende, con una piccola sponsorizzazione. Con qualche centinaio di euro potremmo garantire le attività del campo scuola per l’estate a decine di ragazzi altrimenti destinati a rimanere per strada”.

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